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·3 aprile 2026

Inter, Luis Henrique: “All’inizio ero preoccupato della fase difensiva. Sogno il Brasile”

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Intervistato ai microfoni di Placar, in Brasile, Luis Henrique ha parlato della sua esperienza all’Inter e del suo sogno di arrivare ad indossare la maglia verdeoro. 

Arrivato in estate dal Marsiglia quasi 23 milioni di euro, Luis Henrique è stato molto criticato nelle sue prime uscite con la maglia dell’Inter. L’infortunio grave di Dumfries, poi, l’ha un po’ gettato nella mischia in maniera forzata. Il brasiliano, però, dopo un periodo di adattamento è riuscito ad ingranare. L’ex Marsiglia ha parlato (anche) di questo nell’intervista rilasciata a Placar: di seguito le sue parole come riportate da TuttoMercatoWeb.com.


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Luis Henrique: tra le prime difficoltà all’Inter al sogno del Brasile

Come sta andando l’adattamento all’Inter?In campo è andato come previsto. Il primo anno è sempre una fase di adattamento. Penso di essermi trovato bene con gli altri giocatori, sono stato accolto bene. È stato positivo che ci fosse già un brasiliano (Carlos Augusto) in squadra, mi ha aiutato molto. Anche fuori dal campo è stato molto facile. L’Italia è un Paese che mi piace, anche più della Francia. È stato più facile adattarmi al cibo, alla gente, che è più calorosa. È stata un’esperienza molto positiva“.

Eri un po’ preoccupato all’inizio?Sì, soprattutto in fase difensiva, perché ero un attaccante che non contribuiva molto al lavoro difensivo (ride, n.d.r.). Ora è un aspetto su cui lavoro quotidianamente. Devo migliorare, ascoltare i miei compagni, soprattutto in fase difensiva. Nel complesso, sta andando tutto liscio“.

Com’è l’atmosfera nello spogliatoio?Sono più legato a Carlos (Augusto), che mi ha aiutato molto da quando sono arrivato. Ma ho anche un buon rapporto con Lautaro, che mi ha accolto benissimo. Mi ha subito mandato un messaggio quando tutto si è sistemato nella trattativa. È un ragazzo che scherza molto e cerca di parlare portoghese“.

Molti dicono che il campionato italiano sia molto tattico, soprattutto difficile per gli attaccanti. Hai notato questa differenza?Sì, assolutamente. Prima di venire qui, mi allenavo già con due allenatori italiani [Gattuso e De Zerbi], quindi lo sentivo già. Ci siamo sempre allenati molto sull’aspetto tattico. Quando si è presentata l’opportunità di venire qui, lo staff mi ha avvertito che sarebbe stato ancora più tattico, ed è vero. Si percepisce che le squadre sono molto ben preparate sotto questo aspetto. C’è molta marcatura a uomo, e questo fa una grande differenza“.

Il prossimo passo è la nazionale brasiliana?Assolutamente. È un sogno. Sono in un club che mi dà visibilità, quindi dipende molto dalle mie prestazioni quotidiane. So che per questo Mondiale è difficile, ma sto già pensando al prossimo ciclo. Voglio essere pronto. Rappresentare il Brasile è una grande responsabilità“.

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