Calcio e Finanza
·6 giugno 2026
Inter, Marotta: «Se vincessi la Champions potrei smettere. Alla politica chiediamo leggi, non soldi»

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·6 giugno 2026

Il presidente dell’Inter Giuseppe Marootta è intervenuto al Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma, per uno spazio interamente dedicato all’interno del quale ha affrontato diversi temi: dalla scelta di Cristian Chivu alla vittoria dello Scudetto, dal ruolo dei giovani alla necessità di un nuovo stadio, passando per l’ambizione di vincere la Champions League e fino alla crisi del calcio italiano e al rapporto con la politica.
In apertura, Marotta ha sottolineato il valore sociale del calcio e l’importanza del confronto in corso a Parma: «Il calcio è un fenomeno di forte aggregazione sociale, questo è un appuntamento che vivo con grande emozione. Sono passato attraverso questo percorso, ho ascoltato e credo e spero che questo confronto possa lasciare qualcosa».
Il dirigente nerazzurro ha poi ripercorso la decisione di affidare la panchina a Cristian Chivu, arrivata in un momento delicato per il club dopo l’addio di Simone Inzaghi: «Una delle prerogative del manager è avere coraggio e consapevolezza. Noi eravamo reduci da una debacle a Monaco, con l’addio di Inzaghi preventivato, tutto si brucia con una facilità estrema nello sport. Noi avevamo forte in mente il modello di riferimento della proprietà, dovevamo trovare un profilo che lo identificasse e abbiamo deciso in poche ore di affidare la gestione della squadra a Chivu. Nonostante pressioni e condizionamenti siamo andati avanti per la nostra strada».
Secondo Marotta, l’allenatore oggi ha un ruolo sempre più centrale all’interno del club: «L’allenatore è il leader dell’azienda. Una squadra condivide un percorso e dei valori, lui si è identificato ed è leader perché la squadra gliene riconosce le qualità, attraverso il fatto di avere intenti comuni». Il presidente dell’Inter ha quindi evidenziato le caratteristiche del tecnico romeno: «Chivu ha delle qualità diverse, ha molto entusiasmo perché è giovane e ha obiettivi da raggiungere. Se da una parte questi ragazzi giovani non hanno esperienza, dall’altra parte c’è entusiasmo e voglia di fare».
Marotta ha poi allargato il discorso all’evoluzione della figura dell’allenatore nel calcio moderno: «La figura dell’allenatore deve avere qualità molto diverse rispetto a prima. Oggi non è più logico che ci siano certe distanze, ma questo leader deve avere delle qualità: gestire dei ragazzi molto più emancipati rispetto a una volta, essere psicologo. Chivu ha questa intelligenza». Sul rinnovo di Chivu, il dirigente nerazzurro ha spiegato che manca soltanto il passaggio formale: «Firma sul rinnovo? Un atto formale, la volontà di proseguire su questo percorso è stata accordata e sarà messa nero su bianco».







































