Inter Napoli, l’analisi tattica: la pressione di Chivu e il coraggio del 3-4-3 cambiano la partita | OneFootball

Inter Napoli, l’analisi tattica: la pressione di Chivu e il coraggio del 3-4-3 cambiano la partita | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Inter News 24

Inter News 24

·6 settembre 2026

Inter Napoli, l’analisi tattica: la pressione di Chivu e il coraggio del 3-4-3 cambiano la partita

Immagine dell'articolo:Inter Napoli, l’analisi tattica: la pressione di Chivu e il coraggio del 3-4-3 cambiano la partita

Inter Napoli 3-2, dalla riaggressione iniziale all’all-in finale: i nerazzurri vincono una partita dominata e poi diventata imprevedibile

L’Inter ha battuto il Napoli attraverso due partite tatticamente differenti. La prima è stata governata soprattutto dalla pressione nerazzurra, la seconda si è trasformata in una sfida aperta, quasi priva di equilibri, nella quale la scelta più rischiosa di Cristian Chivu ha finito per produrre il risultato sperato.


OneFootball Video


Nei minuti iniziali l’Inter ha aggredito molto alta la costruzione avversaria. Lautaro Martinez e Pio Esposito hanno schermato le linee di passaggio centrali, mentre le mezzali sono uscite con grande decisione sui portatori del Napoli. La difesa ha accompagnato il pressing, accettando di lasciare spazio alle proprie spalle pur di accorciare immediatamente dopo la perdita del pallone.

La riaggressione ha permesso ai nerazzurri di recuperare diversi possessi nella metà campo offensiva e di attaccare una difesa non ancora completamente schierata. L’occasione costruita dopo appena due minuti per Andy Diouf, respinta da Meret, è stata la prima conseguenza evidente di questo atteggiamento.

Inter-Napoli, il dominio territoriale del primo tempo

Con il passare dei minuti, il Napoli è riuscito progressivamente a superare la prima pressione. Le conduzioni di Anguissa, i movimenti di Hojlund e l’ampiezza degli esterni hanno costretto l’Inter ad abbassarsi. La squadra di Chivu, però, non ha perso il controllo complessivo del primo tempo: ha semplicemente alternato momenti di pressione alta a fasi di difesa più posizionale.

I numeri fotografano la superiorità territoriale nerazzurra: al termine della prima frazione l’Inter aveva prodotto 10 conclusioni contro le 6 del Napoli, mantenendo il 57% del possesso e sviluppando un volume offensivo superiore. Il dato dei tiri nello specchio, 3-4, dimostra però come gli azzurri fossero rimasti pericolosi una volta superata la riaggressione. Il simbolo del predominio interista è stata la traversa colpita da Federico Dimarco su punizione prima dell’intervallo.

Il blackout e la risposta immediata

Nella ripresa la partita è cambiata improvvisamente. Il Napoli ha colpito al 50’ con Politano, sfruttando un errore nella gestione del pallone dell’Inter, e al 53’ con Hojlund, favorito da una disattenzione collettiva sulla ripresa rapida del gioco. Due reti incassate nello spazio di tre minuti, proprio quando i nerazzurri sembravano aver perso aggressività e distanze.

La reazione è stata immediata: al 56’ Lautaro ha sfruttato l’assistenza di Dimarco per riaprire la gara. L’Inter ha quindi aumentato nuovamente la pressione, trovando prima il palo con Marcus Thuram e poi il 2-2 dello stesso francese, bravo a colpire di testa sul traversone di Carlos Augusto.

Chivu rischia tutto con il 3-4-3

La mossa decisiva è arrivata al 79’: fuori Alessandro Bastoni, dentro Bonny. Chivu ha trasformato l’Inter in un 3-4-3 estremamente offensivo, con Curtis Jones adattato a tutta fascia sulla sinistra e tre attaccanti contemporaneamente in campo.

La scelta ha aumentato la presenza nerazzurra nell’area del Napoli, ma ha inevitabilmente aperto spazi enormi nelle transizioni difensive. Nel giro di pochissimi minuti la partita è diventata una sequenza di occasioni: Thuram ha avuto sul piede il pallone del vantaggio, poi Neres e Anguissa hanno sfiorato il 3-2 per il Napoli in due azioni ravvicinatissime. In quel momento il risultato avrebbe potuto prendere qualsiasi direzione.

A decidere è stato infine Lautaro al 91’, con una zampata dopo il pallone mantenuto vivo da Akanji nell’area avversaria. Secondo i dati di Opta Analyst, l’Inter ha chiuso con 29 tiri, 8 nello specchio e 3,19 expected goals, contro le 16 conclusioni, 7 nello specchio e 2,24 xG del Napoli.

Il 3-4-3 non ha garantito equilibrio, ma ha permesso all’Inter di portare più uomini nella zona decisiva. Chivu ha accettato il rischio di perdere per aumentare le possibilità di vincere: il gol di Lautaro ha premiato una scelta estrema, coraggiosa e perfettamente coerente con il momento della partita.

Visualizza l' imprint del creator