Inter, parla Marotta: «San Siro? Sarà uno stadio molto moderno. Il mio miglior colpo di mercato…» | OneFootball

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Calcionews24

·3 febbraio 2026

Inter, parla Marotta: «San Siro? Sarà uno stadio molto moderno. Il mio miglior colpo di mercato…»

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Inter, Marotta a tutto tondo: «San Siro? Sarà uno stadio molto moderno. Il mio miglior colpo di mercato…». Le parole

In un’ampia conversazione ai microfoni di DAZN per il vodcast “Valori in Campo”, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha delineato con chiarezza la visione strategica per il futuro del club.

Dal progetto del nuovo stadio, destinato a rappresentare una svolta infrastrutturale, fino alla crescita dei giovani attraverso l’iniziativa dedicata alla squadra Under 23, il dirigente nerazzurro ha toccato i punti nevralgici di una società che, forte dei suoi 55 punti in classifica, mira a consolidare la propria supremazia in Italia e a rafforzare la competitività internazionale sotto la guida di Cristian Chivu.


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Nuovo San Siro

«Finalmente siamo riusciti ad aprire il varco, ad aprire una strada che ci porterà ancora più lontano. Sarà una strada piena di tortuosità, non è facile agire in Italia, dove la burocrazia è molto ostruzionistica dal punto di vista dell’iter che una società o un privato deve percorrere. Abbiamo intrapreso con ottimismo questa nuova era, avremo una nuova casa. È stato molto difficile acquistare San Siro, ma grazie alla tenacia da parte di Ralph e Scaroni siamo riusciti ad arrivare al rogito. Sarà uno stadio molto moderno, che risponde soprattutto all’esigenze di sicurezza, di comodità, di accoglienza, di ospitalità e di tutto un insieme di valori».

Da quando è all’Inter, qual è la serata che l’ha fatta emozionare di più a San Siro?

«Ho avuto la possibilità di viverlo fin da piccolo. Rappresenta un’icona strutturale di Milano, ma anche un contenitore di grandi emozioni. Il valore della memoria è uno dei più importanti dell’essere umano e dobbiamo salvaguardare questa cosa. La prima volta che sono entrato a San Siro ho avuto la fortuna di vedere la finale di Champions nel maggio del ’65 tra Inter-Benfica e quello fu il mio impatto con lo stadio, non si può dimenticare, era una giornata piovosa. Non posso dimenticare e lo stesso vale per altri più recenti da dirigente, come il derby della seconda stella nell’aprile 2024 con il 2-1 in casa del Milan o la vittoria con l’Udinese nella gestione Conte che ci ha permesso di festeggiare lo Scudetto».

Il colpo di mercato che l’ha soddisfatta di più?

«Quello storico è Pogba. Grazie allo staff e ai collaboratori che avevo alla Juve, lo avevamo preso a zero e lo abbiamo rivenduto a loro dopo pochi anni a 115 mln. Credo che sia ancora uno dei giocatori più pagati, forse anche Lukaku che avevamo ceduto con l’Inter. Una cifra storica, unica, irripetibile. Grazie all’intuizione, furbizia, di una persona che non c’è più, uno dei più grandi agenti in circolazione, Mino Raiola, che ci ha facilitato l’acquisizione, è stata un’operazione fatta in team. Un’operazione apparentemente facile. C’era Ferguson allo United: anche lui mi ha dato esperienza, ho avuto modo di conoscerlo bene. A lui ho ceduto Taibi che non ha avuto un’esperienza fortuna ma dal Venezia è arrivato allo United. Denuncio la perdita di personaggi come Ferguson, uno dei tanti».

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