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·9 settembre 2026

Inter, quanti rimpianti al Bernabeu: gli errori e quelle occasioni che gridano vendetta

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La squadra di Cristian Chivu esce sconfitta 2-1 dal Real Madrid nonostante il dominio territoriale e una lunga serie di opportunità costruite: decisivi gli errori individuali e la scarsa concretezza

L’Inter torna dal Santiago Bernabeu con una sconfitta difficile da digerire. Il Real Madrid si è imposto per 2-1, ma il risultato racconta soltanto una parte della partita. I nerazzurri hanno mostrato personalità, qualità nel palleggio e capacità di creare occasioni anche su uno dei campi più complicati d’Europa. Alla fine, però, hanno pagato due errori individuali e una mancanza di concretezza incompatibile con il livello della Champions League.


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Due regali che hanno indirizzato la partita

Il primo gol nasce da un appoggio rischioso di Curtis Jones verso Bisseck: il Real recupera immediatamente il pallone e libera Mbappé, che davanti alla porta non perdona. Ancora più pesante quanto accaduto al 23’, quando Josep Martinez tenta un dribbling nella propria area e si fa sottrarre il pallone da Valverde, autore del 2-0.

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Due situazioni evitabili, arrivate mentre l’Inter stava tenendo il campo con grande autorevolezza. In Champions, però, non basta giocare bene per lunghi tratti. Contro avversari di questo livello, ogni leggerezza viene trasformata in una condanna.

I numeri certificano il dominio, ma anche il problema

Secondo i dati riportati da StatMuse, l’Inter ha chiuso con il 64% di possesso palla, contro il 36% del Real. La squadra di Chivu ha effettuato 21 tiri, sette dei quali nello specchio, mentre gli spagnoli si sono fermati a 16 conclusioni e otto tiri in porta.

Il divario diventa ancora più evidente considerando gli 11 calci d’angolo a quattro, i 57 tocchi nell’area avversaria contro 37 e le 17 occasioni create contro sette. L’Inter ha inoltre completato 591 passaggi, con una precisione del 94%, costruendo una partita di enorme presenza territoriale.

Il dato degli expected goals, tuttavia, introduce una lettura meno consolatoria: 1,84 xG per l’Inter contro 3,70 del Real. I nerazzurri hanno prodotto un volume superiore, ma il Madrid ha avuto opportunità mediamente più nitide, soprattutto quando la partita si è allungata. Non è stata quindi una sconfitta immeritata in senso assoluto, ma certamente un’occasione enorme lasciata per strada.

Da Thuram a Mkhitaryan, quante opportunità mancate

La cronaca rende ancora più pesante il rammarico. Dopo appena tre minuti Thuram ha trovato la risposta di Courtois; al 13’ il portiere belga ha fermato Lautaro Martinez. Jones ha poi scheggiato la traversa, mentre nella ripresa lo stesso Courtois è intervenuto ancora su Jones e Bastoni.

Non sono mancate altre opportunità per Thuram e Lautaro, prima del gol realizzato al 77’ da Carlos Augusto su assist del capitano. Nemmeno la rete del 2-1 ha esaurito la spinta nerazzurra: all’89’ Mkhitaryan ha avuto sul piede il pallone del pareggio, trovando ancora una volta la risposta del portiere del Real.

È proprio questo il rimpianto più grande. L’Inter non è stata schiacciata dal Bernabeu e non ha perso per inferiorità tecnica. Ha costruito abbastanza per uscire almeno con un punto, ma ha regalato due gol e trasformato soltanto una delle numerose opportunità create. La prestazione può dare fiducia a Chivu, ma deve anche lasciare un insegnamento netto: in Champions la qualità del gioco avvicina alla vittoria, mentre sono precisione e lucidità a determinarla. Al Bernabeu l’Inter ha avuto la prima, ma non abbastanza delle altre due.

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