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·24 settembre 2026

"Inter significa famiglia." L'intervista esclusiva a Lothar Matthäus

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"Sono orgoglioso di poter raccontare ai miei figli e ai miei amici che ho giocato per questo Club, che sono stato un calciatore dell'Inter". Parole che raccontano di un amore forte e di un legame viscerale, di una scintilla scattata dal primo istante insieme e alimentata in quattro anni di livello assoluto: sono le parole pronunciate da Lothar Matthäus per descrivere il suo rapporto con l'Inter. Pallone d'Oro, centrocampista totale, leader dall'incredibile carisma, trascinatore tecnico ed emotivo di una squadra protagonista di uno dei trionfi più memorabili della storia nerazzurra.

Parole che dicono tanto, ma che non bastano a raccontare ciò che il centrocampista tedesco ha rappresentato per il popolo interista e il segno che ha lasciato nei suoi anni a Milano. Un segno che ha superato gli ostacoli del tempo, rimasto intatto col passare delle primavere. L'Inter, per Lothar, è e sarà sempre casa, famiglia. Il 14 e il 15 settembre è tornato a visitare quei luoghi in cui ha trascorso momenti meravigliosi della sua storia da calciatore, i luoghi del cuore della sua vita nerazzurra. Ha rimesso piede sul manto erboso di San Siro 38 anni dopo la prima volta, ricevendo l'ovazione di vecchie e nuove generazioni di tifosi nello stadio in cui ha scritto la storia, per poi assistere alla vittoria dell'Inter contro l'Udinese. Il giorno dopo ha visitato l'Inter HQ, è tornato al Meazza per una visita speciale sul tetto dello stadio con la suggestiva Skywalk, poi è passato all'Inter Training Center di Appiano Gentile: luoghi familiari e indimenticabili, rivisitati attraverso un dolce viaggio nei ricordi.


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Ricordi, appunto. Immagini che rimangono nella memoria di ogni tifoso nerazzurro, istantanee che hanno scritto la storia del Club, ripercorse da Matthäus attraverso l'intervista esclusiva rilasciata a Inter TV.

GLI ANNI PIÙ BELLI

Così Lothar Matthäus ha definito le sue quattro stagioni con la maglia dell'Inter. Quattro anni in cui ha conquistato uno Scudetto, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana, in cui ha vinto il Pallone d'Oro e si è laureato Campione del Mondo con la Germania nei Mondiali di Italia '90. Quattro anni in cui ha ricevuto l'amore incondizionato del popolo nerazzurro, con cui ha instaurato un legame indissolubile: l'ex numero dieci tedesco ha raccontato in questo modo le sensazioni e le emozioni vissute nei quattro anni da giocatore dell'Inter, gli anni più belli della sua vita calcistica.

MENTALITÀ

Ha parlato di famiglia, Matthäus: lui e l'Inter sono cresciuti insieme elevandosi a uno status di grandezza internazionale. Un modo per ritagliarsi uno spazio di rilievo nella storia nerazzurra e in quella del calcio, un impatto sul mondo interista come pochissimi altri. Alla base di tutto, oltre alle infinite qualità tecniche, c'è la ferrea mentalità vincente dell'ex centrocampista tedesco, spiegata attraverso aneddoti risalenti alla sua infanzia fino all'arrivo in maglia nerazzurra.

LO SCUDETTO DEI RECORD

Arrivare nel campionato più difficile al mondo e vincere immediatamente è un impresa per pochi. Farlo dominando la stagione e riscrivendo record su record, invece, è per Lothar Matthäus. Il suo impatto sulla Serie A è stato devastante: si è imposto come leader e perno di una squadra storica, dominante, travolgente, superando avversari di valore assoluto come il Milan degli olandesi e il Napoli di Maradona. Napoli che è stato l'avversario nel momento decisivo, nella partita dello Scudetto, quella che è il ricordo preferito di Lothar. Il 2-1 in un Meazza ancora incompleto durante i lavori per la costruzione per il terzo anello, la sua punizione decisiva, la festa davanti alla marea nerazzurra che aspettava il titolo da nove anni. Lothar si perde nei ricordi raccontando quella squadra leggendaria, quel gruppo capace di un'impresa indimenticabile, quella dell'Inter dei Record.

SAN SIRO

Teatro di notti tra le più iconiche della storia del calcio mondiale, lo stadio in cui Matthäus ha vissuto alcuni dei momenti più belli della sua vita. Al racconto della conquista dello Scudetto dei Record, infatti, Lothar aggiunge la cavalcata tedesca al Mondiale del 1990, terminato con la Coppa alzata dalla Germania dopo la finale di Roma vinta ai rigori contro l'Argentina. Il Meazza ha ospitato cinque partite della Nazionale tedesca, dall'esordio nei gironi contro la Jugoslavia ai quarti di finale contro la Cecoslovacchia: dovendo scegliere un momento iconico, però, Matthäus indica l'ottavo di finale tra Germania e Olanda giocato a San Siro e vinto 2-1 dai tedeschi con le reti di Klinsmann e Brehme. Una sfida che ha diviso lo stadio milanese vista la sfida tra il trio tedesco dell'Inter e quello olandese del Milan.

LA COPPA UEFA

Dopo lo Scudetto e il Mondiale, il focus di Matthäus si sposta su un trofeo internazionale. Il modo per portare l'Inter a conquistare un trofeo europeo ventisei anni dopo la seconda Coppa de Campioni arriva nella stagione 1990/91, quando i nerazzurri conquistano la prima Coppa Uefa della storia del Club. Un trofeo portato a casa al termine di una finale tutta italiana contro la Roma, griffata nella sfida di andata da un rigore di Matthäus.

TRAPATTONI, LO STILE DI GIOCO, IL RICORDO PIÙ BELLO

Un allenatore con cui ha costruito un legame speciale, che gli ha consentito di esprimere al massimo il suo potenziale. Matthäus sorride quando parla di Giovanni Trapattoni e del lavoro fatto con lui per diventare quel calciatore totale che ha incantato i tifosi nerazzurri: i ricordi degli allenamenti con il "Trap" si uniscono a quello del 28 maggio 1989, il suo momento preferito con la maglia nerazzurra.

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