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·22 aprile 2026
Iran ai Mondiali 2026? La posizione del Consiglio di Sicurezza Nazionale e l’annuncio del Ministro per lo Sport Ahmad Donyamali

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La fragile tregua geopolitica tra Stati Uniti e Iran è stata prorogata, ma l’assenza di un accordo di pace definitivo rischia di avere pesanti ripercussioni sull’imminente rassegna iridata. Diventa infatti sempre più concreta l’ipotesi di un rifiuto di partecipare ai prossimi Mondiali 2026 (co-ospitati da USA, Messico e Canada) da parte della nazionale iraniana.
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Secondo quanto riportato dalla BBC, il ministro per lo Sport iraniano, Ahmad Donyamali, ha chiarito che la scelta definitiva non è ancora stata ratificata e spetterà esclusivamente al governo o al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Sull’eventuale boicottaggio, il politico ha precisato: «Potrebbe arrivare la decisione di non andare – ha commentato il ministro –. È previsto un ritiro per la nazionale nella terza settimana di maggio in un Paese vicino, della durata di circa una settimana. Se le condizioni di sicurezza per i giocatori saranno garantite e il Paese ospitante smetterà di comportarsi in modo scorretto e avventuriero, verrà presa una decisione appropriata».
Nonostante l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha cercato di rassicurare appassionati e addetti ai lavori, affermando che la nazionale asiatica «parteciperà sicuramente» alla competizione. Il numero uno del calcio mondiale ha poi aggiunto: «L’Iran dovrebbe venire. Rappresentano il loro popolo, si sono qualificati e i giocatori vogliono giocare». Un intervento diplomatico resosi necessario per smorzare le polemiche innescate dalle recenti dichiarazioni del presidente degli USA, Donald Trump, che aveva pubblicamente definito una possibile presenza iraniana sul suolo americano come «non opportuna».
La marcia di avvicinamento al torneo è partita con due amichevoli disputate in Turchia, sotto la lente della massima sicurezza, mentre il pre-ritiro inizierà il 10 maggio. Il calendario iridato prevede l’esordio il 15 giugno contro la Nuova Zelanda, per poi sfidare Belgio (21 giugno) ed Egitto (26 giugno). Tutte le partite del girone si disputeranno negli Stati Uniti, tra Los Angeles e Seattle, accantonando la possibilità di uno spostamento in Messico. Inoltre, qualora l’Iran dovesse superare il turno, anche l’intera fase a eliminazione diretta avrebbe luogo in territorio statunitense, rendendo imprescindibile un accordo diplomatico a breve termine.









































