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Alessandro De Felice ·31 marzo 2026
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Alessandro De Felice ·31 marzo 2026
L’Italia si appresta a scrivere un'altra pagina della sua storia calcistica: la partecipazione al Mondiale si decide attraverso i playoff, e non è la prima volta che accade.
Se da una parte gli Azzurri sono una delle nazionali più vincenti di sempre — 4 Mondiali in bacheca e 18 partecipazioni alla fase finale — dall'altra ogni spareggio è vissuto con l'ansia e la pressione di chi sa di non poter sbagliare.
Il contrasto è tutto qui: una potenza storica che, quando finisce al bivio, spesso trasforma la tensione in trauma.
Nel racconto dell’Italia ai Mondiali c’è una contraddizione affascinante: gli Azzurri hanno vinto quattro edizioni — 1934, 1938, 1982 e 2006 — ma hanno anche conosciuto l’umiliazione della mancata qualificazione.

Prima del 2018, l’Italia ha infilato 14 partecipazioni consecutive alla fase finale; proprio per questo gli spareggi non sono mai stati percepiti come normalità, ma come un allarme rosso.
La prima esclusione è datata 1958, quando l’Italia di Alfredo Foni mancò la qualificazione perdendo 2-1 a Belfast contro l’Irlanda del Nord.

Quella sconfitta è diventata il simbolo di una Nazionale meno brillante rispetto al passato ed è rimasta per decenni come una ferita storica.
Una partita rimasta negli annali come quella che fece scoprire agli italiani che anche gli Azzurri potevano restare fuori dal Mondiale.
L’ultimo spareggio Mondiale superato dall’Italia risale al 1997.
Nelle qualificazioni a Francia 1998, gli Azzurri eliminarono la Russia: 1-1 a Mosca e 1-0 a Roma, con il gol decisivo di Pierluigi Casiraghi.

È l’unico precedente moderno davvero positivo, e per questo oggi viene ricordato quasi come un’eccezione felice dentro una storia molto più amara.
Lo spareggio con la Svezia per Russia 2018 ha definitivamente cambiato la percezione collettiva della Nazionale.
L’Italia esce sconfitta per 1-0 all’andata e non va oltre lo 0-0 a San Siro, uscendo dai Mondiali per la prima volta dal 1958.

Una notte che ha rappresentato un vero e proprio shock calcistico per gli Azzurri: in quel momento l’Italia ha perso lo status di 'grande'.
Se il 2017 è stato doloroso, il 2022 è stato quasi surreale.

Campione d’Europa in carica, l’Italia arriva allo spareggio con la Macedonia del Nord e venne eliminata al 92’ dal destro di Aleksandar Trajkovski, ex Palermo, proprio al Renzo Barbera.
È forse il punto più basso perché arrivò dopo Euro 2020 e dopo una gara in cui l’Italia costruì molto senza riuscire a segnare.
La sfida contro la Bosnia-Erzegovina a Zenica pesa come un macigno per la Nazionale.

Dopo aver superato - con qualche difficoltà soprattutto emotiva - l'Irlanda del Nord a Bergamo, gli Azzurri sfidano Dzeko e compagni per sfatare il tabù playoff e tornare al Mondiale per la prima volta dal 2014.
Un compito arduo che i ragazzi di Gattuso dovranno portare a termine per provare a risollevare lo status della Nazionale e sognare di rivivere nuove 'notti magiche'.
📸 Simon Bruty









































