DirettaCalcioMercato
·14 aprile 2026
Italia, chi sarà il nuovo ct? Corsa a due tra Allegri e Conte, indietro Mancini

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·14 aprile 2026

Corsa alla Champions, corsa alla panchina dell’Italia: Allegri e Conte si sfidano anche per il ruolo di ct della Nazionale. Mancini sullo sfondo.
Il finale di questa Serie A sta assumendo i contorni di un vero e proprio thriller politico-sportivo. Non è più solo una questione di piazzamenti in classifica o di un prestigioso secondo posto: in palio c’è la guida tecnica della Nazionale Italiana, un trono che vede sfidarsi i due allenatori più vincenti del nostro calcio contemporaneo, con un convitato di pietra d’eccezione come Roberto Mancini. La volata verso la panchina azzurra si intreccia indissolubilmente con i destini dei club, rendendo le prossime settimane decisive per gli equilibri del 2026. Ne fa un punto La Gazzetta dello Sport.
Antonio Conte sembra aver lanciato messaggi inequivocabili. Il tecnico salentino non ha mai nascosto il legame viscerale con la maglia azzurra e l’idea di un “Conte-bis” sta guadagnando una credibilità senza precedenti. A rendere lo scenario ancora più concreto è l’atteggiamento di Aurelio De Laurentiis: il patron del Napoli, a differenza del passato, non ha alzato barricate, aprendo anzi alla possibilità di una separazione consensuale qualora Antonio decidesse di rispondere alla chiamata della Federazione. Per Conte, tornare a Coverciano rappresenterebbe la chiusura di un cerchio e la sfida definitiva per riportare l’Italia ai vertici mondiali dopo le recenti delusioni.
La posizione di Max Allegri è decisamente più complessa e paradossale. Arrivato al Milan nel maggio 2025 con l’obiettivo della restaurazione rossonera, il livornese si trova ora davanti a un bivio. Se da un lato il club di via Aldo Rossi lo blinda — forte di un contratto che con la Champions si estenderebbe fino al 2028 — dall’altro Allegri è pronto a far saltare il banco. La sua permanenza a Milano è legata a doppio filo al potere decisionale sul mercato: Max pretende campioni fatti e finiti, giocatori con il “DNA vincente” per colmare il gap europeo. Senza garanzie su acquisti di peso (come i nomi di Lewandowski o Goretzka emersi recentemente), l’ipotesi Nazionale diventerebbe per lui una via d’uscita regale e un’opportunità irrinunciabile.
In questo scontro tra titani, Roberto Mancini appare attualmente più defilato. Nonostante l’imminente addio ai qatarioti dell’Al Sadd – con i quali ha eliminato l’Al-Hilal di Inzaghi in Champions e vinto il campionato – lo renda un “parametro zero” di lusso, il tecnico sembra aver perso terreno rispetto alla foga di Conte e alla solidità di Allegri. Il vero arbitro della contesa sarà però il tempo: le elezioni del nuovo presidente federale il 22 giugno rappresentano la dead-line oltre il quale i club non potranno più permettersi incertezze. La Lega Serie A preme per Malagò, ma chiunque siederà in via Allegri dovrà decidere in fretta se affidarsi al pragmatismo di Max o al furore agonistico di Antonio.









































