Italia, Gravina ironizza: “Ho sbagliato due rigori con la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia. Della nazionale importa solo ai tifosi” | OneFootball

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·12 aprile 2026

Italia, Gravina ironizza: “Ho sbagliato due rigori con la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia. Della nazionale importa solo ai tifosi”

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L’ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha avuto modo di esprimersi sull’Italia e sul calcio italiano. Ecco le sue parole, riportate da Gianluca Di Marzio

“Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali”. Senza peli sulla lingua, Gabriele Gravina ha parlato della crisi della Nazionale e del calcio italiano. In una lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex presidente FIGC ha spaziato su tutto, a partire dalle sue dimissioni: “Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio. Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio”.


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Dimissioni che non sono state una decisione improvvisa:

“Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione”.

Una presa di responsabilità, pur sottolineando di non essere l’unico colpevole del fallimento della Nazionale:

“Forse avrei dovuto essere più bravo come calciatore: ho sbagliato due rigori contro la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia e dopo, dal dischetto, ne ho tirati uno alto e un altro sulla traversa. Forse mi sarei dovuto allenare di più…”.

IL FUTURO DELLA FIGC:

Dopo essersi fatto da parte, Gravina ha parlato anche di quello che sarà il suo successore:

“Non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno. È folle pensare che possa fare accordi con qualcuno. Sono convinto che alla fine le componenti mostreranno senso di responsabilità e riusciranno ad individuare un candidato in grado di coagulare il maggior numero di consensi possibile. Un ex calciatore? Non bisogna avere preclusioni, neppure verso un grande dirigente. Non è questione di uomini, contano i programmi e il valore delle persone”.

Gravina ha parlato anche del suo futuro, oltre che di quello di Gattuso e Buffon:

“Io continuerò in Uefa dove sono stato votato dalle altre federazioni. La mia esperienza resta a disposizione, ma non sarò mai un ex presidente ingombrante. Gattuso? Un allenatore preparato e una persona meravigliosa. Nonostante i pochi allenamenti a disposizione, è riuscito a dare un’anima alla squadra. Non è bastato e il primo a essere dispiaciuto è stato proprio lui. Buffon? L’ho voluto io al Club Italia, perché ritengo abbia una grande carriera da dirigente davanti a sé. In questi anni si è formato ed è cresciuto molto. Ora però tocca a lui fare le scelte migliori per il suo futuro”.

Ma, per l’ex presidente, serviranno anche altri cambiamenti rispetto ad alcuni problemi che rimangono:

“La verità è che si fa fatica a perseguire l’interesse comune. La filiera del talento italiano non si sviluppa a pieno perché i club, che sono aziende private, perseguono i propri interessi e non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabile per la Nazionale”.

Ora l’Italia dovrà ripartire, di nuovo. Dopo aver perso un playoff che sembrava abbordabile:

“Noi sulla carta siamo più forti dell’Irlanda del Nord e della Bosnia. Ho vissuto quei giorni con la squadra e i ragazzi mi hanno promesso che avrebbero dato il massimo: e così è stato. Qualcuno era acciaccato, qualche altro era arrivato al top della forma, ma non ha reso secondo le aspettative”.

E, tornando a quella sera a Zenica, Gravina ne ha approfittato per spiegare le sue tanto discusse parole sugli altri sport, definiti “dilettantistici”:

“Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, né svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline”.

Ma, in un ultima battuta, Gravina ha voluto sottolineare anche alcuni aspetti positivi della sua presidenza:

“L’Europeo insieme alla Turchia (quello del 2032, ndr), che rivendico come un grande successo della mia presidenza, serviva proprio da stimolo per riportarci a livello internazionale. I ritardi nella nomina del commissario e il mancato sostegno economico da parte del Governo non hanno generato l’accelerazione auspicata. Però non mi arrendo: nel mio ruolo di vicepresidente Uefa continuerò a lavorare affinché si concretizzi questa grande opportunità per l’Italia”.

E ancora:

“La grande battaglia vinta quasi da solo per la sopravvivenza del calcio durante il Covid, l’Europeo a Wembley nel 2021, i numerosi successi delle Nazionali giovanili, la co-assegnazione di Euro 2032. Ma soprattutto l’aver creato la divisione paralimpica. Sapete quale è stato il momento più bello? Le mail e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e supporto”.

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