DirettaCalcioMercato
·22 settembre 2026
Italia, Kayode: “Convocazione? Non me l’aspettavo. Ecco perché ho lasciato la Serie A!”

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Michael Kayode ha parlato in conferenza stampa da Coverciano, dove è uno dei 9 esordienti con la prima Nazionale di Mancini. Ecco le sue parole in conferenza stampa.
La Nazionale riparte da Roberto Mancini, ma non solo. Sono infatti 9 gli esordienti convicati dal ct per le sfide di Nations League contro Francia, Belgio e Turchia, che proveranno a stupire con la maglia azzurra dopo il buon inizio di campionato. Uno di questi è Michael Kayode, terzino di proprietà del Brentford.
L’ex Fiorentina ha parlato in conferenza stampa da Coverciano, dove ha raccontato le prime sensazioni dal ritiro azzurro. Ecco le sue parole, riprese da Sky Sport.
Ti aspettavi la chiamata di Mancini? “Non mi aspettavo la convocazione in Nazionale, pensavo solo a fare bene in campo, a dare il meglio di me stesso, la chiamata di Mancini ne è la conseguenza. Prima della gara col Chelsea non sapevo della convocazione, l’ho saputo dopo la partita guardando il cellulare”.
Come ti trovi qui? Hai mai pensato di accettare la Nigeria? “È bello ed è un grande onore essere qui. Per me è stato molto facile scegliere di vestire l’azzurro, ho fatto tutta la trafila nelle Under e non ho mai pensato di cambiare Nazionale. La Nigeria mi ha cercato, ma per chiunque giocare con l’Italia è un onore”
Come ti presenti ai tifosi della Nazionale? “Fa male pensare che l’Italia non partecipa da tanto tempo al Mondiale, ma dopo qualcosa di brutto si cerca sempre di ripartire. I tifosi devono stare tranquilli, siamo qui per aprire un nuovo ciclo”.
Come ti ha cambiato l’esperienza in Serie D dopo le giovanili alla Juventus? “Non ho alcuna rammarico per non essere rimasto da giovane alla Juventus, andare a giocare in Serie D a 16 anni nel Gozzano mi ha formato molto e mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli. È un’esperienza che consiglio ai giovani, non devono disperarsi se scendono in categorie inferiori perché si può crescere”
Come mai hai deciso di cambiare aria e trasferirti in Premier League? “Di storto non è andato nulla, ho avuto delle opportunità che si sono aperte, un giovane come me sogna di giocare in Premier League e il Brentford me ne ha dato la possibilità. In Inghilterra sono riuscito a migliorare tantissime cose, ma più che guardare alla differenza tra la Serie A e la Premier League penso che per un giovane sia fondamentale avere minutaggio e giocare”.