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·29 luglio 2026
Italia, Malagò lancia il nuovo corso: “Squadra d’accordo con Mancini ct”. Ranieri: “Non si dribbla più: ecco i miei obiettivi”

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Il nuovo assetto della Nazionale italiana prende forma con l’ingresso di Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico del Club Italia, al fianco del CT Roberto Mancini. Durante la presentazione ufficiale, il Presidente Giovanni Malagò ha fatto il punto sulle ambizioni azzurre per interrompere il lungo digiuno dai Mondiali, rispondendo al tempo stesso con fermezza alle polemiche nate attorno alla gestione mediatica dell’evento.
Il numero uno dello sport italiano si è assunto la piena responsabilità delle decisioni organizzative, smentendo le speculazioni e aprendo al dialogo con i media: “Mi assumo sempre le responsabilità delle scelte. Ho chiesto se fosse una prima volta e mi è stato detto che è prassi comune dal 2020, vi posso dire però che se è stato fatto un errore si provvederà a tornare regolarmente a tutto. Se serve faremo un incontro con un vostro rappresentante al termine delle vacanze, però ci tengo a dire che non si tratta di informazione a pagamento. Abbiamo un broadcaster che è la Rai che ha dei diritti e bisogna fare delle valutazioni, a livello di informazione chiunque voleva venire poteva essere presente qui oggi. Più chiaro di cosi non posso essere, mi dispiace che sia scattata una strumentalizzazione in pieno stile italiano”.
Malagò ha sottolineato la centralità del duo composto da Claudio Ranieri come Direttore Tecnico e Roberto Mancini come Commissario Tecnico, evidenziando il peso della responsabilità per rilanciare il movimento:“Credo che la scena debba essere tutta per Roberto Mancini e Claudio Ranieri. leri ho declinato dal sottoscritto i ruoli e la genesi del compito del commissario tecnico e del direttore tecnico e presidente del Club Italia. Sono molto felice e penso lo siano anche loro, sentiamo il peso della responsabilità visti i tre Mondiali ai quali non abbiamo partecipato. Un amico oggi mi ha detto che sono 20 anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta al Mondiale, questo è emblematico. Spero di integrare un’altra figura per completare l’organizzazione tecnica della Federazione entro il weekend. C’è un lato positivo in questa incredibile pressione che si è creata, alimentata anche dalle vicende degli ultimi giorni. Forse il campionato che ancora non è iniziato e la fine del Mondiale ha spinto ulteriormente, ma il calcio coinvolge veramente tutti e sono stupefatto dalla quantità di personaggi di ogni livello sociale e sesso che hanno espresso la loro opinione. È il bello e il meno bello di questo paese, ma noi siamo felici di essere all’interno di questa grande lente d’ingrandimento”.
Il numero dello sport italiano ha interrotto per un istante il filo del discorso per confermare la totale armonia tra i calciatori e le nuove nomine federali: “Mi ha mandato un messaggio Gigio Donnarumma. E mi ha scritto: ‘pres esattamente quello che io e la squadra volevamo. Grazie’. Questa è la verità”.
Dopo l’annuncio del nuovo assetto della Nazionale italiana, il neo Direttore Tecnico del Club Italia Claudio Ranieri ha espresso tutte le sue emozioni davanti ai giornalisti. Il tecnico romano ha raccontato come ha vissuto la chiamata inaspettata dei vertici dello sport azzurro e ha tracciato gli obiettivi morali e sportivi della sua nuova avventura al servizio della maglia azzurra.
Il neo dirigente azzurro ha commentato l’inattesa opportunità con la consueta ironia e la consapevolezza della grande sfida che lo attende: Cosa ha provato quando ha ricevuto la chiamata? È un riscatto dopo la sua avventura alla Roma? “E il coronamento della mia carriera, è una chiamata inaspettata come dimostra la mia abbronzatura. Nella mia carriera ho svolto tanti compiti ardui e questo sarà un altro compito di questo tipo. lo ho due missioni, far innamorare la gente del calcio e riportare i bambini come mia nipote di 12 anni a vedere la nazionale ai Mondiali”
Il nuovo Direttore Tecnico evidenzia la suddivisione delle competenze e mette al centro il tema dell’accessibilità economica allo sport per i più piccoli: Che lasso di tempo si prefissa per riformare il calcio italiano? “C’è da lavorare, è difficile parlare di un lasso temporale. Roberto si occuperà del campo, io di cosa succede al di fuori. A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio, questo non può succedere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l’ultimo salto. Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori.
La critica di Ranieri va all’eccessivo tatticismo giovanile a scapito dello sviluppo della tecnica individuale e del divertimento di base: All’estero la tattica di squadra non viene esasperata come da noi, dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere. È il momento di smetterla, io non credo che un ragazzino di 10-12 anni va a giocare e la prima cosa che fa è giocare le partite, questo è quello che voglio fare”.
La risposta evidenzia l’annosa questione del minutaggio dei calciatori italiani e le dinamiche che guidano le scelte dei tecnici di prima fascia: Nelle prime 6-7 squadre gli italiani fanno fatica a giocare. Cosa bisogna fare per permettere ai giovani di giocare in questi club? “Ci sono tanti di questi ragazzi che dovrebbero avere la possibilità di giocare. lo ricordo che tanti anni fa, forse perché c me c’era il blocco in Europa, per esempio c’era Boniek che era il bello di notte perché giocava solo in Europa. Non posso essere io a decidere per i club, ma bisogna dare al selezionare l’opportunità di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, non posso obbligarlo a far giocare qualcuno. Mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle loro squadre di far giocare più italiani”.
Il dirigente azzurro spiega l’importanza di analizzare ogni buona idea per lo sviluppo delle giovanili, soffermandosi sulla necessità di ripristinare l’insegnamento della tecnica di base: Del programma presentato da Maldini e Leonardo cosa ne pensa? Recepisce qualcosa di quel programma? “Non l’ho ancora visto perché Giovanni mi ha chiamato lunedì sera, ma ho il dovere di guardare tutto e di prendere quello che c’è di buono. Credo sia stato travisato qualcosa quando Maldini parlava di 10 anni, perché l’obiettivo è lavorare sui ragazzi di 10-12 anni e aiutarli a diventare bravi. La differenza tra noi e gli altri è che noi siamo bravi tatticamente e di squadra, mentre gli altri sono bravi tecnicamente. In passato c’erano meno scuole calcio, ma si giocava per strada e si dribblava. Ora non si dribbla più, bisogna tornare a lasciar esprimere il ragazzo. Poi va inquadrato dopo i 14-15 anni, mi farò dare se disponibile questo programma e non avrò paura a portarlo avanti”.
Il tecnico romano rivendica con orgoglio le decisioni prese in carriera seguendo la propria passione e il rispetto per i club di appartenenza: Si è mai pentito del no alla nazionale visto cosa è successo dopo alla Roma? “Ogni volta che ho scelto col cuore non mi sono mai pentito e anche questo è il caso. Non potevo rescindere il contratto con la mia squadra del cuore o avere il doppio ruolo, perché ci sarebbero stati troppi conflitti d’interesse”.
Il neo dirigente azzurro ha risposto con la sua solita ironia, evidenziando il vantaggio di non doversi trasferire per l’ennesima volta in carriera: Cosa pensa la signora Rosanna? “Finalmente non le faccio fare un trasloco, quindi sarà contenta (ride, ndr).”.
Ranieri chiarisce la suddivisione delle mansioni e la disponibilità a supportare il Commissario Tecnico nell’interesse esclusivo del gruppo azzurro: Dall’alto della sua esperienza si sente di dare un consiglio a Roberto Mancini? “Ho fatto l’allenatore fino a due anni fa. Se Roberto vorrà avere dei consigli, io sarà felice di darglieli. Però ho tante altre cose a cui pensare in questo nuovo ruolo”.
La risposta analizza il percorso da intraprendere per quantificare le spese sostenute dalle famiglie e la volontà di riavvicinare le nuove generazioni alla passione per il pallone: Cosa pensa di fare per abbassare i prezzi del calcio per i bambini? “Devo capire io come fare ad abbassare questi prezzi, non so quanto costi una retta con il completino, fatemi avere tutte le carte e poi vedrò se potrò fare quello che voglio. lo vedo i bambini giocare in spiaggia, giocano a tutto per cui bisogna riportarli a giocare a calcio”.
Il dirigente azzurro smentisce lo scetticismo sull’impegno dei giocatori, evidenziando come la sofferenza per le sconfitte dimostri il loro reale attaccamento ai colori della squadra: Oltre far innamorare i bambini, crede di dover far innamorare nuovamente i calciatori della maglia azzurra? “Credo che i nostri giocatori abbiano senso di appartenenza, poi quando è tutto negativo non si vedono queste cose. Loro sono innamorati di questa maglia e soffrono più di noi perché sanno che amarezza si prova quando si perde”.
Ranieri sottolinea la necessità di un’alleanza ad ampio raggio per difendere la cultura sportiva e l’identità del movimento nostrano: Chiederete una mano alla politica per avere nuovi italiani in futuro? “Chiederò un aiuto a tutti quanti, anche alla politica se dovesse servire perché è bello seguire l’italia anche quando vince, non solo quando perde. Ne vale la nostra italianità, non possiamo andare avanti così”.
Ranieri chiarisce la sua linea di condotta nel rispetto dell’autonomia del CT, ricordando con affetto i successi passati del collega: Lei dovrà avere un rapporto stretto con l’allenatore sull’aspetto tecnico. Su questo principio come saranno le relazioni con Mancini? “Non andrò mai da Roberto a dire questo o quest’altro, se lui pensa di avere la necessità di sapere la mia opinione sarò ben felice di dargliela. lo da allenatore non andavo a chiedere al direttore sportivo le sue opinioni, ne parlavo coi miei collaboratori. Ricordo quando Mancini vinse la Premier League andai alla sua ultima partita in casa e fu bellissimo veder vincere un italiano”.







































