🎤 Italia, Retegui: “Sono arrivato una settimana prima. Bergamo ha uno stadio che ti spinge tanto” | OneFootball

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·25 marzo 2026

🎤 Italia, Retegui: “Sono arrivato una settimana prima. Bergamo ha uno stadio che ti spinge tanto”

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Mateo Retegui, attaccante della Nazionale italiana, ha parlato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della gara contro l’Irlanda del Nord. Queste le sue parole, riportate da gianlucadimarzio.com:

“Sono arrivato una settimana prima in Italia, appena ho saputo di avere dei giorni liberi in Arabia ho parlato con il mister e abbiamo organizzato per poter venire a Firenze, per allenarmi a Coverciano. Mi sembrava logico e giusto essere a disposizione prima, devo ringraziare il mister, ma anche i due preparatori che hanno lavorato con me in questi giorni”.


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Che pressione c’è? “Non so se pressione è la parola che sento io. Io ho tantissima voglia di giocare questa partita, da quella con la Norvegia a Milano. Abbiamo voglia di dimostrare a tutti che siamo pronti, perché è la verità: la squadra sta facendo benissimo e vogliamo dimostrare di essere pronti in una sfida decisiva”.

Cosa serve in una partita del genere? “Noi sappiamo che è una partita in cui vincerà chi avrà più determinazione. Sarà combattuta, dovremo lottare fino alla fine: giochiamo in casa, Bergamo è uno stadio che ti spinge. Dobbiamo stare tranquilli e fare le cose che abbiamo fatto in allenamento e andarci a prendere la partita. Non c’è altro risultato che vincere”.


Prosegue poi in conferenza stampa, come riporta TMW:

“Sto benissimo. Da quando è finita la gara con la Novergia che volevo tornare a giocare con l’Italia, questa è la settimana più importante per tutti noi. Appena saputo di giorni libero sono venuto a Coverciano per allenarmi qui, con i preparatori della Nazionale. Sono venuti una settimana prima con me e li ringrazio molto. Sono contento e ho voglia di giocare”.

Torni a Bergamo, che sensazioni provi? “Tornare a Bergamo è sempre bello, per me questa città è speciale. Abbiamo disputato una grande gara qui contro l’Estonia, questo stadio mi dà di più. Esposito? Avere giocatori di questa qualità per me è importante, ma non solo lui. Spingi di più, ti alleni di più. Non competiamo tra di noi, andiamo avanti spalla a spalla”.

Cosa ti ha fatto innamorare della Nazionale? “L’Italia. Da quando sono arrivato qui per la prima volta non ho mai avuto dubbi. Per me è la cosa più importante successa nella mia vita, indossare questa maglia e rappresentare l’Italia per me è tutto. Sono orgoglioso di indossare questa casacca”.

Giocare lontano dalle pressioni della Serie A può essere per te un toccasana? “Non lo so, io sono molto tranquillo ma credo in generale tutta la squadra. Abbiamo parlato di tranquillità, di leggerezza, di non pensare tanto. Dobbiamo fare quello che stiamo facendo, da quando è arrivato Gattuso la squadra ha dimostrato qualcosa in più e dobbiamo continuare così”.

Hai avuto il timore di perdere la Nazionale quando sei andato in Arabia? “Prima di tutto devo ringraziare Gattuso perché mi ha parlato tanto quando sono andato in Arabia, mi ha trasmesso tranquillità e fiducia. Mi ha detto delle cose che preferisco non dire ma sono molto grato a lui e continuerà sempre così”.

Cosa vi siete detti in questi tre mesi? “Tranquillità. Noi abbiamo una squadra di qualità, d’esperienza. Dobbiamo stare tranquilli e sereni e ora che dobbiamo scendere in campo bisogna solo essere al 200%. Tranquillità, leggerezza e comandare la partita, domani dobbiamo essere protagonisti e vincere. Siamo pronti per questa sfida decisiva, è il momento di dimostrare a tutti chi siamo”.

Il tuo allenatore in Arabia è nordirlandese “Con lui ho un grande rapporto, parlo tanto con lui. Mi ha detto di godermi la partita, ma parliamo di altre cose con lui. Quando torno ci parlerò di nuovo”. Interviene Gattuso: “A me ha detto che tifa Irlanda del Nord”.

Uno come Pio Esposito, che sta benissimo, ti mette un po’ di paura in termini di concorrenza? “Avere giocatori come Pio in squadra è importante. Non è paura la parola che uso io: avere giocatori di questa qualità, e non parla solo di lui, ti dà tanto per spingere di più, allenare di più. Noi non competiamo tra di noi: siamo una famiglia e questo deve continuare a essere così”.

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