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·28 luglio 2026

Italia, torna Mancini come CT: come cambierà la Nazionale? Quello che c’è da sapere

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Roberto Mancini sarà il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana: si tratta di un ritorno al futuro per l’ex CT dell’Arabia Saudita.

Finalmente è arrivata la tanto e attesa fumata bianca per il nuovo Commissario Tecnico: l’Italia e Giovanni Malagò scelgono Roberto Mancini! Per lui si tratta di un ritorno in Nazionale dopo l’Europeo vinto nel 2021 e le dimissioni del 2023. Roberto Mancini, che si era dimesso appunto nell’agosto del 2023, torna dunque a guidare l’Italia (dopo aver guidato la Nazionale per ben 61 partite), superando la concorrenza di Antonio Conte. Lo ha annunciato il presidente della Figc, Giovanni Malagò, durante il Consiglio Federale di martedì 28 luglio a Roma.


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Roberto Mancini CT dell’Italia per la seconda volta: è il terzo Commissario Tecnico con il secondo mandato

Per la terza volta nella storia della Nazionale italiana, la panchina azzurra viene affidata a un commissario tecnico già passato da Coverciano. Il primo fu Vittorio Pozzo, protagonista di ben tre mandati distinti (1912, 1924 e 1929). Poi arrivò Marcello Lippi, tornato nel 2008 dopo aver lasciato l’incarico in seguito al trionfo mondiale del 2006. Ora è il turno di Roberto Mancini, che torna alla guida dell’Italia dopo le dimissioni rassegnate nel 2023.

I pro e contro del ritorno in Nazionale di Roberto Mancini

Il ritorno di Roberto Mancini come CT dell’Italia, porta con sé punti di forza evidenti, ma anche alcune incognite legate alla sua precedente esperienza.

I punti a favore

Tra gli aspetti che giocano a favore di Mancini c’è innanzitutto la conoscenza dell’ambiente azzurro. L’esperienza maturata durante il primo mandato rappresenta un vantaggio importante, nonostante l’addio del 2023 per accettare la proposta dell’Arabia Saudita abbia lasciato qualche strascico. Un altro elemento apprezzato riguarda la sua capacità di creare un gruppo solido e valorizzare i giovani. Nel corso della carriera, infatti, il tecnico jesino ha dimostrato più volte di saper avviare cicli vincenti, ricostruendo squadre in difficoltà e restituendo entusiasmo agli spogliatoi.

A confermarlo c’è anche il trionfo a Euro 2020, conquistato nel 2021, che testimonia la capacità di coniugare qualità di gioco e risultati. A suo favore pesano inoltre gli ottimi rapporti con il presidente federale Giovanni Malagò e un ingaggio considerato sostenibile.

Le perplessità

Tra i principali dubbi resta inevitabilmente il modo in cui si concluse la sua prima esperienza in azzurro. La scelta di lasciare la Nazionale per trasferirsi in Arabia Saudita non è stata dimenticata e continua a rappresentare un tema delicato anche all’interno della Federazione. C’è poi la mancata qualificazione al Mondiale del 2022, anche se quanto accaduto prima e dopo la sua gestione dimostra come le difficoltà della Nazionale vadano ben oltre il lavoro di un singolo commissario tecnico. Anzi, proprio Mancini è stato l’allenatore che ha interrotto quel periodo negativo conquistando il titolo europeo. Infine, qualcuno vede un suo eventuale ritorno come una scelta poco innovativa, una sorta di “minestra riscaldata”. Un’obiezione che, però, poteva essere avanzata anche nei confronti di altri candidati con un passato sulla panchina azzurra, come Antonio Conte.

Il sostegno di Jesi nei confronti del neo CT

A credere fermamente nel ritorno di Mancini sono soprattutto gli amici e i tifosi della sua Jesi. Bruno Sassaroli, tra le persone più vicine all’ex CT, non ha dubbi sulle qualità dell’allenatore.“In una situazione così complessa, chi meglio di Roberto Mancini potrebbe ricostruire un ciclo vincente per la Nazionale e contribuire alla rifondazione del calcio italiano?”.

Come riportato dall’ANSA, Sassaroli sottolinea soprattutto la capacità del tecnico di aprire nuovi cicli vincenti.Basta rileggere la storia professionale di Roberto per comprendere le sue capacità. È un grande rifondatore. Quando arrivò all’Inter, con pochi innesti riuscì a riportare la squadra a vincere lo scudetto dopo tanti anni. Al Manchester City costruì le basi di una formazione destinata a diventare una delle più forti d’Europa e conquistò un campionato che il club attendeva da decenni”.

Lo stesso discorso, secondo Sassaroli, vale anche per l’esperienza in Nazionale.Ha preso una Nazionale in difficoltà e l’ha condotta alla vittoria dell’Europeo, riportando il trofeo nel nostro Paese dopo più di mezzo secolo. Con lui gli azzurri hanno anche stabilito il record di 37 partite consecutive senza sconfitte. I risultati e il percorso parlano per lui. Quando bisogna ripartire, ricostruire un gruppo e restituire entusiasmo a un ambiente, Roberto ha dimostrato di avere qualità, esperienza e personalità. Per questo noi continuiamo a tifare per il suo ritorno”.

L’ultima Italia di Roberto Mancini prima del suo addio

L’ultima apparizione di Roberto Mancini come Commissario Tecnico della Nazionale, risale alla finale terzo/quarto posto di Nations League vinta contro l’Olanda per 3-2 il 18 giugno 2023.

In quella circostanza, Mancini propose un 4-3-3 con Donnarumma in porta: difesa composta da Toloi, Buongiorno, Acerbi e Dimarco. Centrocampo a tre con Verratti, Cristante e Frattesi: davanti il tridente formato da Gnonto, Raspadori e Retegui.

Nelle ultime cinque apparizioni da CT contro Olanda, Spagna, Malta, Inghilterra e Austria, Mancini ha alternato la difesa a tre con quella a quattro. Dunque potrebbe mantenere la difesa a tre proposta nella scorsa gestione da Gennaro Gattuso e alternarla a seconda del match con una a quattro.

Il 4-3-3 di base diventa spesso un 3-2-4-1 o 3-4-3, con l’avanzamento di un terzino (spesso a sinistra) sulla linea dei centrocampisti. La presenza di un play basso (come Jorginho) e di mezzali tecniche (come Verratti e Barella) sono fondamentali nel suo modo di interpretare il calcio, per gestire il pallone come proposto in occasione dell’Europeo vinto nel 2021. E poi gli esterni d’attacco larghi o accentrati a seconda delle caratteristiche per liberare spazio alle sovrapposizioni.

Per quanto riguarda i nomi? Ad oggi è complicato parlare di certezze: da capire se Roberto Mancini vorrà iniziare il nuovo corso puntando sui nomi scelti da Gennaro Gattuso che hanno portato alla disfatta di Zenica, o se vorrà attuare una vera e propria rivoluzione come proposta da Silvio Baldini in occasione delle due amichevoli disputati a giugno contro Lussemburgo e Grecia.

Malagò protagonista nel ritorno di Mancini

“Sto parlando con Roberto Mancini perché sia lui il nuovo ct”. Lo ha comunicato il presidente della Figc Giovanni Malagò durante il Consiglio Federale in corso a Via Allegri, secondo quanto si apprende da fonti federali. Non sarebbe ancora stato toccato invece il nodo per il nuovo direttore tecnico per cui, secondo le fonti Sky Sport, in pole c’è Claudio Ranieri (che tuttavia non è stato ancora nominato durante la riunione.

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