Jashari lancia la sfida: «Voglio mostrare le mie qualità, con Modric posso coesistere. Amorim? A me piace un calcio con grande intensità» | OneFootball

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·7 agosto 2026

Jashari lancia la sfida: «Voglio mostrare le mie qualità, con Modric posso coesistere. Amorim? A me piace un calcio con grande intensità»

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Jashari lancia la sfida. Il centrocampista rossonero ha parlato tra le colonne de La Gazzetta dello Sport di ciò che si aspetta da questa stagione

Dal ritiro del Milan a Giacarta, il centrocampista rossonero Ardon Jashari ha concesso un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport a poche ore dalle dichiarazioni del suo agente. Lo svizzero ha affrontato diversi temi legati alla nuova stagione, dal rapporto con il nuovo tecnico Ruben Amorim alle ambizioni della squadra, passando per il suo primo anno complicato in rossonero e il rapporto con un campione come Luka Modric.

Arrivato nell’estate scorsa e frenato da un infortunio al perone, Jashari vuole ora rilanciarsi e conquistare spazio nel nuovo progetto del Milan.


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LE PRIME SENSAZIONI CON IL NUOVO ALLENATORE – «Bene. Dopo il Mondiale e le vacanze ho addosso una nuova energia».

L’IDEA DI CALCIO DI AMORIM – «Sono arrivato da poco, ma credo di aver capito almeno un po’ l’idea di gioco che vuole proporre. A me piace un calcio con grande intensità e penso che possiamo metterlo in pratica perché ne abbiamo le qualità. Il Milan deve giocare in questo modo e vincere».

IL CAMBIO DI FILOSOFIA DOPO ALLEGRI – «Ognuno ha il proprio modo di giocare e nutro un grande rispetto per Allegri, un allenatore che in Italia ha vinto sei scudetti. Se presseremo alti e proveremo a controllare la gara, ho buone sensazioni».

GLI OBIETTIVI DELLA STAGIONE – «Vincere tanti incontri. Anzi, vincere ogni incontro perché questa deve essere la mentalità con cui entreremo in campo. Se lo faremo, saremo in vetta alla classifica. Adesso però non è il momento di parlare di scudetto: bisogna costruire una mentalità vincente e divertirci giocando a calcio. Sono sicuro che, se riusciremo a mettere insieme queste due cose, avremo tutto quello che serve per toglierci delle soddisfazioni».

L’EUROPA LEAGUE E LA VOGLIA DI VINCERE – «Sicuramente avremmo voluto disputare la Champions League perché qualificarci era il nostro obiettivo, ma ora dobbiamo prepararci bene per l’Europa League. È positivo per tutti noi avere un calendario ricco di impegni e dobbiamo essere pronti, in buone condizioni fisiche. Come in campionato, anche in Europa l’obiettivo è vincere. C’è un altro trofeo da conquistare e bisogna provarci. Affronteremo altri club molto forti, ne siamo consapevoli, ma è necessario concentrarci solo su noi stessi».

IL PRIMO ANNO DIFFICILE AL MILAN – «La scorsa stagione è stata la mia prima con il Milan e in Italia. In più c’è stato l’infortunio al perone e le cose non sono andate come mi aspettavo perché ho giocato poco. Non erano queste le mie aspettative appena arrivato… Adesso voglio solo esprimermi al massimo e per riuscirci ho bisogno di un’opportunità e di continuità, così da poter mostrare ciò di cui sono capace. Quando sarò al top, sono sicuro che renderò felici i tifosi e aiuterò la squadra con le mie qualità. Spero che ci divertiremo tutti insieme».

LA CONVIVENZA CON MODRIC – «Per me non è assolutamente un problema. Anzi, è una bellissima notizia. Dobbiamo essere tutti orgogliosi di avere una persona come lui in squadra. Con Luka ho un rapporto davvero molto bello fuori dal campo: spero che quest’anno giocheremo di più insieme e avremo anche una buona intesa. Già nei 30 minuti di ieri (mercoledì, ndr) ho avvertito sensazioni positive».

LA POSSIBILE COPPIA IN MEZZO AL CAMPO – «Al 100%. In Belgio giocavo con un compagno molto vicino a me, in mezzo al campo, e mi sono trovato bene. A Perth contro l’Inter credo di essere riuscito a fare alcuni movimenti, con e senza palla, grazie alla presenza al mio fianco di Modric».

COSA HA IMPARATO DA MODRIC – «La cosa che ho percepito fin dal primo giorno è che vuole sempre vincere e questo dna è importante perché è anche il dna del Milan. Sentirlo ogni giorno, aiuta tutti a capire cosa serve per conquistare trofei, come ha fatto lui nelle sue tredici stagioni con il Real Madrid. Lo ammiriamo davvero per come è fuori dal campo e per come lavora ogni giorno. Considerando la sua età, non è una cosa normale. Per questo la sua mentalità è importante per il gruppo».

LA SCELTA DI RESTARE AL MILAN – «Sono arrivato al Milan un anno fa e ho realizzato un sogno perché il mio cuore è sempre stato rossonero. Volevo con tutto me stesso indossare questa maglia e mostrare le mie qualità a San Siro. Nel calcio però sei davvero felice soprattutto quando giochi… In questa stagione spero di poter aiutare la squadra e di dare il meglio di me. Ho tanta fiducia che anche il club senta la stessa cosa».

Le parole di Jashari raccontano un giocatore motivato a voltare pagina dopo una prima stagione complicata. Con il nuovo sistema di Amorim e la possibilità di lavorare al fianco di Modric, lo svizzero punta a diventare una risorsa importante per il nuovo Milan.

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