Milannews24
·3 marzo 2026
Jimenez rivela i motivi del suo addio al Milan: «Ci sono state situazioni che non mi piacevano. Le mie parole contro Allegri? Ero arrabbiato, ma…»

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Intervistato dai microfoni di Gianlucadimarzio.com, Alex Jimenez, oramai ex giocatore rossonero e titolare del Bournemouth, ha parlato e svelato i motivi che lo hanno portato lontano dal Milan. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
Sulle differenze tra Premier e Serie A: «Per me è un sogno giocare in Premier League. Sono felice del mio momento. È vero, la Premier è più fisica di Serie A e Liga, ma mi trovo molto bene qui. La mia qualità principale è la velocità e questo è l’ambiente giusto per esprimerla».
Dopo Real e Milan, ecco il Bournemouth: «Sono cresciuto nei due club più importanti del mondo. Qui al Bournemouth si vive in modo più tranquillo, c’è meno pressione. I tifosi sono sempre al nostro fianco, nel bene e nel male. Con Andoni Iraola il rapporto è ottimo, sono molto contento di avere una guida come lui e spero di restare con lui a lungo».
Dovesse sceglierne una, quale parola in particolare dedicherebbe al Milan? «Grazie. Grazie perché è il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato».
Quali situazioni? «Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo».
La goccia che ha fatto traboccare il vaso? [Si tratta, scrive l’autore dell’intervista Luca Bendoni, di un messaggio privato, reso pubblico, in cui Jimenez si sfogava contro Allegri: (“Non ho neanche giocato… questo allenatore di merda”). A sei mesi di distanza, Alex risponde].
«È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia. Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento».
Che problema c’era al Milan? «Non penso sia mai stato un problema di allenatori. Era un problema di squadra: dovevamo avere più fiducia in noi stessi. Il calcio è così, un anno fai male e quello dopo fai bene, guardate adesso».
Chi senti dei compagni? «Mi sento spesso con Bartesaghi, abbiamo avuto un percorso simile al Milan: sta giocando tanto e sono molto felice per lui».
Torneresti al Milan? «Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà».









































