Calcionews24
·25 giugno 2026
Jurgen Klopp promuove il Mondiale 2026: «Atmosfera pazzesca, la mia favorita è la Germania»

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·25 giugno 2026

L’ex tecnico del Liverpool, Jurgen Klopp, si sta godendo a pieno i Mondiali 2026 nelle vesti di attento spettatore e, in una lunga e interessante intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha voluto condividere le sue prime, positivissime impressioni sulla competizione in corso.
Il tecnico tedesco è rimasto letteralmente folgorato dall’entusiasmo dei tifosi. “Sono partito dal Messico ed è stato incredibile,” ha raccontato, ricordando le file interminabili verso lo stadio già sei ore prima del fischio d’inizio. Un clima eccezionale e contagioso che ha ritrovato, pur con sfumature diverse, anche nelle tappe statunitensi di Dallas e Houston. Sul campo, Klopp ha notato un netto salto di qualità generale: “Non ci sono speculazioni. Le piccole vogliono impressionare, le grandi vogliono vincere“. Un torneo finalmente caratterizzato dalla voglia costante di imporre il proprio gioco.
Nonostante il clima di festa, l’ex allenatore resta molto critico sul calendario: “Lo ripeto da anni, ci sono troppe partite per i giocatori. Per i top player, in generale, c’è troppo calcio“. Tuttavia, il lato romantico del Mondiale allargato ha fatto breccia in lui. Osservare l’impegno e i colori di nazioni emergenti come Curaçao, Capo Verde e Haiti lo spinge a “spegnere” il cervello da professionista per godersi semplicemente l’evento.
Sui tanto discussi stop per l’idratazione, Klopp offre una visione molto pragmatica: con temperature esterne di 30-40 gradi sono un’assoluta necessità. Il problema reale, fa notare, risiede nella loro durata e nello sfruttamento televisivo da parte della FIFA. Da ex allenatore, però, ammette che gli sarebbero tornati utilissimi: “Mi sarebbe piaciuto averli quando ero in panchina, così come la Goal Line Technology, introdotta quando ormai avevamo già perso una finale“.
Per la vittoria finale, Klopp non ha esitazioni: la sua favorita è la Germania, elogiata soprattutto per l’impatto dei cambi a gara in corso. Non prevede clamorose sorprese dai quarti in poi, dove domineranno le corazzate e quelle squadre che hanno saputo alzare l’asticella, come il Giappone e la straordinaria generazione della Norvegia. In chiusura, incorona Carlo Ancelotti come “l’allenatore perfetto per il Brasile” e liquida col sorriso le voci sul suo imminente ritorno in panchina: “Per ora mi alleno tutti i giorni in palestra… Scherzi a parte, vedremo“.







































