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·17 agosto 2026

Juve, attenzione alla lista UEFA: la situazione tra mercato e i paletti del FPF

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Il mercato della Juventus procede a pieno ritmo. Dopo l’acquisto ufficiale di Jhon Lucumi dal Bologna, i bianconeri sono pronti a chiudere per l’arrivo del portiere Guglielmo Vicario dal Tottenham. Un’operazione in prestito con diritto di riscatto, che segnerebbe il sesto acquisto del club piemontese (senza considerare i riscatti di Boga e Openda) nella sessione estiva dei trasferimenti.

Con l’arrivo di Vicario i calciatori in rosa saranno addirittura 30, decisamente troppi sia da un punto di vista sportivo, ma anche da un punto di vista economico. La Juventus deve infatti tenere sotto controllo i costi, considerando i paletti imposti dal Settlement Agreement firmato con la UEFA, in una stagione in cui mancheranno i premi della Champions League, solo in minima parte compensati da quelli dell’Europa League.


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Tra le sanzioni imposte con il Settlemet Agreement di giugno ce n’è una che riguarda le limitazioni sulla rosa da utilizzare per le competizioni UEFA nel 2026/27 (l’Europa League nel caso della Juventus). «Il club accetta di essere soggetto a misure disciplinari sportive e, di conseguenza, non potrà registrare alcun nuovo calciatore nella propria Lista A per le competizioni UEFA per club, a meno che il saldo trasferimenti della Lista A (List A Transfer Balance) non sia positivo», spiega l’accordo.

«Il List A Transfer Balance è definito come la differenza tra i risparmi di costo derivanti dai calciatori in uscita (“Cost savings”) e i nuovi costi derivanti dai calciatori in entrata (“New costs”), calcolato in corrispondenza di ciascuna scadenza applicabile per la presentazione della Lista A da parte del club», conclude il documento.

Come funziona la Lista A della UEFA per le coppe europee

Ma cosa significa esattamente? La Lista A può comprendere al massimo 25 calciatori, di cui almeno otto devono essere “locally trained players”. All’interno di questi otto, non più di quattro possono essere “association-trained”, cioè formati per almeno tre stagioni o 36 mesi tra i 15 e i 21 anni in un club della stessa federazione nazionale; gli altri devono quindi essere “club-trained”, formati nello stesso club che li iscrive. Se una società non dispone del numero minimo richiesto di giocatori formati localmente, il numero massimo di posti in Lista A si riduce di conseguenza. I restanti posti sono liberi e possono essere occupati da qualsiasi altro calciatore eleggibile.

In sostanza, la lista che la Juventus registrerà per la fase a gironi dell’Europa League dovrà includere calciatori – con questi requisiti – che costeranno complessivamente almeno un euro in meno rispetto all’ultima lista depositata dalla Juventus per una competizione UEFA: quella di febbraio per i playoff di Champions League, quando la Juve aveva iscritto 23 calciatori (avendone solo due che rispettavano il requisito di “club-trained players”).

La situazione della Juventus tra vecchia e nuova stagione

Secondo i calcoli realizzati da Calcio e Finanza, i 23 calciatori inseriti dalla Juventus nell’ultima lista A presentata alla UEFA avevano un costo di 205,1 milioni di euro. Le uscite di giocatori come Holm, Kostic, Adzic, Vlahovic e Openda hanno garantito alla Juventus un risparmio di oltre 63 milioni di euro, imputabile principalmente all’addio di Dusan Vlahovic, il cui peso superava i 41 milioni.

I calciatori rimasti dell’ultima lista A pesano dunque per circa 142 milioni (tra questi non è considerato Yildiz, che per questioni di età può ancora rientrare nella lista B, senza appesantire i costi della lista A). Tuttavia, tra nuovi acquisti e rientri dai prestiti, gli altri calciatori della rosa avranno un impatto di 92 milioni di euro, portando il totale a oltre 234 milioni di euro (cifra che crescerà con l’arrivo di Vicario), più di 30 milioni di euro oltre la soglia della passata stagione.

Chiaramente non tutti i giocatori della rosa saranno iscritti in lista A, per motivi diversi:

  1. In primis, perché il limite stabilito dalla UEFA è di 25 giocatori (con la Juventus che si era fermata a 23 non avendo quattro calciatori formati nel club per almeno tre stagioni tra i 15 e i 21 anni) 
  2. In secondo luogo, perché è verosimile che alcuni calciatori vengano ceduti nei giorni che restano da qui alla fine del mercato. 

Le scelte di Spalletti, condizionate dai regolamenti

Nell’ipotesi – ad ora poco verosimile – in cui la Juventus non dovesse effettuare operazioni in uscita, Luciano Spalletti sarà quindi a fare una scelta sui giocatori da inserire nella Lista A della UEFA, magari escludendo dall’Europa League qualche calciatore presente nell’ultima lista dell’anno passato e ancora in rosa attualmente, per liberare dello spazio economico, una mossa consentita dal regolamento, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza.

Limitandoci solamente all’ingresso dei nuovi innesti (senza considerare giocatori di ritorno come Arthur, Douglas Luiz o Nico Gonzalez e calciatori da ufficializzare come Vicario), la Juventus arriverebbe a 23 giocatori e dovrebbe avere costi aggiuntivi per 46,7 milioni, da sommarsi agli oltre 142 milioni già presenti nella lista A per un totale di 188,8 milioni, riuscendo a rimanere sotto la soglia dei 205,1 milioni.

Un dato in linea con le richieste della UEFA al momento. Tuttavia, l’approdo di Vicario richiederà l’uscita di un portiere e se Spalletti volesse dare nuove occasioni a calciatori come Arthur o Douglas Luiz, qualcun altro dovrà inevitabilmente rimanere escluso, che si tratti di un nuovo acquisto o di qualcuno già presente in lista nella stagione 2025/26 e dunque a rischio taglio.

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