Calcio e Finanza
·22 maggio 2026
Juve, Comolli rilancia: nessun passo indietro e piano biennale per il club

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·22 maggio 2026

In attesa del decisivo derby all’Olimpico Grande Torino, in casa Juventus si attendono novità sul fronte societario, soprattutto per quanto riguarda la posizione dell’amministratore delegato Damien Comolli. L’ex Tolosa sembra ormai un corpo estraneo ai bianconeri, emblematica la sua assenza al barbecue organizzato all’Allianz Stadium l’altroieri, ma continua a lavorare con determinazione in vista della prossima stagione, visto che per lui il suo ciclo alla Juve non è finito, anzi.
Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, Comolli non ha nessuna intenzione di fare passi indietro anche se sa benissimo avere un rapporto pari allo zero con Luciano Spalletti e che questo fa tutt’altro che bene all’ambiente di lavoro. Inoltre è ben conscio del fatto che all’interno del club diverse persone l’abbiano scaricato ed è anche consapevole degli errori commessi, in particolare quelli legati al mercato estivo e invernale. Inoltre, il suo futuro è molto incerto con la sconfitta interna contro la Fiorentina lo ha di fatto spinto alla porta.
Ma come detto, Comolli non ha nessuna intenzione di lasciare la Juve e non immagina nemmeno un suo ruolo ridimensionato in vita della prossima stagione. Aveva una forte influenza sulle vicende di campo e pretenderà di averla ancora, senza colpi di testa alla guida della squadra e senza rivoluzioni sostanziali nello staff che lo circonda. Questioni che saranno affrontate nel colloquio con John Elkann, che avverrà alla fine di questa stagione, quando si saprà in che competizione europea dovranno giocare i bianconeri nel 2026/27. Ovviamene dovrà rendere conto dei propri errori in poco meno di 12 mesi.
Comolli, da parte sua, oltre a essere convinto di aver fatto il massimo in questo poco tempo, è altrettanto convinto di aver individuato la strada giusta per il futuro prossimo dei bianconeri, individuando le figure ideali che possano permettergli di far tornare grande la Juve nei prossimi due anni, senza dover immaginare un futuro remoto. Ha persino in mente una strategia per la prossima settimana, salvo scossoni: vorrebbe organizzare una conferenza stampa per riconoscere gli errori e illustrare i prossimi step del progetto. Ma niente colpi di testa prima di affrontare il Toro: vuole dare alla squadra e al destino il beneficio del dubbio nei 90 minuti più recupero che decreteranno la parola fine al suo primo anno in Italia.
Uno sguardo è già proiettato al mercato estivo, dove Comolli ha intenzione di provarci solamente per giocatori forti e funzionali, condivisi in toto con l’area tecnica, che questa sia in mano a un nuovo allenatore o con lo stesso Luciano Spalletti ancora al comando. Un tentativo che va controcorrente rispetto a quello impostato al suo arrivo, quando ci si basava su i costosissimi software di profilazione dei calciatori. Un sistema lungamente dibattuto in società con diverse figure che lo hanno considerato come una spesa eccessiva, soprattutto dopo aver richiamato a gennaio Marco Ottolini a ricoprire la figura del direttore sportivo.
Quindi in queste settimane, Comolli si è mosso in prima persona per i potenziali colpi a zero, lasciando di fatto molte interlocuzioni aperte, senza però chiudere nulla. Ma le accuse nei confronti dell’AD non sono certo finite. Al centro del futuro colloquio con Elkann ci sarà anche la gestione del rapporto con Thiago Motta, individuato in un primo tempo come il possibile uomo capace di aprire un ciclo in bianconero. Dall’addio del tecnico italo-brasiliano, Comolli non ha mai provato a trattare con il suo entourage per la risoluzione del contratto, appesantendo i conti bianconeri dell’ingaggio di un tesserato che non entra alla Continassa da un anno. Questo porterà la Juve a pagare a giugno una penale a Thiago Motta per liberarsi del peso del suo ingaggio lordo.
Inoltre, gli agenti di alcuni giocatori in rosa, specialmente quelli ingaggiati sotto la gestione di Cristiano Giuntoli, si sono lamentati a più riprese di non aver mai ricevuto una telefonata dall’amministratore delegato dei bianconeri. Una vera e propria stranezza, visto che un dirigente con tale incarico di solito parte con l’allacciare i rapporti con le persone che gravitano attorno alla società che è chiamato a gestire. Ma Comolli come detto non ha intenzione di mollare e ha già pronto il suo discorso da tenere nel colloquio con Elkann.
Inoltre, il dirigente francese è convinto che il progetto sportivo bianconero possa andare avanti con ottimismo anche senza la qualificazione alla prossima Champions League, e soprattutto senza i suoi ricchi ricavi. Certo, servirà almeno una cessione in più di elementi quest’anno strategicamente utili a Spalletti, ma Comolli non fa drammi. Resta sereno e sicuro del lavoro che sta svolgendo, convinto che il tempo possa dare ragione al metodo tanto vituperato negli ambienti legati alla squadra e non solo.
Infine, se da un lato Comolli attende il colloquio con Elkann, con quest’ultimo ci ha già parlato Spalletti, come su richiesta del tecnico fatta in mondovisione dopo la partita con la Fiorentina. Un faccia a faccia che sembra aver aperto a due mosse immediate: il rafforzamento dell’influenza di Giorgio Chiellini, la cui candidatura avanza a passo spedito, e il conseguente depotenziamento di Comolli. Su quest’ultimo punto va attuata una fase di confronto e convincimento con l’attuale AD, che come detto sta lavorando in vista della prossima stagione senza valutare un passo indietro.







































