Juventusnews24
·29 giugno 2026
Juventus a caccia alla plusvalenza entro domani: cosa rischiano i bianconeri con il Fair Play Uefa

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Il 30 giugno rappresenta da sempre una data spartiacque per le società calcistiche italiane ed europee, segnando il termine ultimo per la chiusura dei bilanci e la definizione dei conti da sottoporre agli organi di controllo continentali. In queste ore frenetiche, al neo ad Carnevali è stato chiesto di effettuare una cessione che generi un effetto positivo a bilancio di circa 12-13 milioni entro il 30 giugno. La Juventus, come riportato dalla Gazzetta, si trova a dover gestire questa necessità per alleggerire un conto economico condizionato dall’ultima semestrale, che ha fatto registrare un rosso di bilancio di 2,5 milioni, all’interno di un esercizio generale che si prevede comunque ancora in forte perdita, nonostante il virtuoso percorso che ha visto ridurre il passivo dai -239 milioni del periodo precedente fino ai -58 milioni più recenti.
L’esigenza di far registrare un’immediata plusvalenza serve a dare un segnale di risanamento progressivo, soprattutto alla luce del “settlement agreement” che i vertici societari ufficializzeranno a breve con la UEFA. Questo accordo prevede la sterilizzazione dei deficit pregressi a fronte di una sanzione economica inferiore ai 10 milioni di euro per la quota incondizionata, oltre a un rigido vincolo sportivo: la lista per le coppe europee di agosto dovrà avere un costo complessivo inferiore almeno di un euro rispetto a quella depositata a febbraio. Nel triennio 2026-29, poi, il club non potrà sforare un tetto massimo di 60 milioni di perdita complessiva. Per centrare l’obiettivo finanziario immediato, tutti gli indizi portano a Fabio Miretti: essendo cresciuto nel settore giovanile, il centrocampista ha un valore a bilancio quasi nullo, pari a circa 320mila euro, e la sua cessione frutterebbe un guadagno interamente pulito.
Qualora la trattativa per il giovane mediano non dovesse sbloccarsi sul campo del mercato entro la scadenza, in termini pratici la Juve non rischia niente, poiché l’operazione non è dirimente per scadenze inderogabili. L’unico effetto negativo sarebbe quello di dover concentrare tutti i ricavi del player trading nelle successive sessioni, dovendo sanare anche il pesante ammanco derivante dalla mancata qualificazione alla massima competizione continentale. Una situazione decisamente diversa rispetto a quella della Roma, che avendo firmato il medesimo accordo già nel 2022 dopo aver chiuso i bilanci a -81,4 e -53,9, si trova costretta a realizzare un attivo monstre da 50 o 60 milioni entro domani per evitare sanzioni disciplinari e sportive pesantissime.
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