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·28 aprile 2026

Juventus, la vera svolta arriva dalla difesa: la retroguardia fondamentale per la qualificazione alla prossima Champions

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Juventus, la difesa in questo momento si sta rivelando l’arma in più di Spalletti nella corsa al quarto posto. Ecco tutti i dettagli sui bianconeri

In attesa di ritrovare i gol del suo centravanti Dusan Vlahovic, Luciano Spalletti ha deciso di costruire la volata per la qualificazione in Champions League sulle fondamenta più solide possibili: la retroguardia. La vera svolta stagionale è scattata dopo il pirotecnico 3-3 contro la Roma di inizio marzo. Da quel momento, i bianconeri hanno eretto un vero e proprio muro, subendo una sola rete nelle successive sette giornate. Un ruolino di marcia impressionante, che si traduce in sei clean sheet e in un primato difensivo assoluto, imbattuto nei cinque maggiori campionati europei. Ecco il focus del Corriere dello Sport.Il pragmatismo tatticoIl recente 0-0 di San Siro contro il Milan è il manifesto perfetto di questa nuova identità. Spalletti ha accantonato temporaneamente gli esperimenti a quattro e i dogmi ultraoffensivi invernali, optando per una gara di puro contenimento per disinnescare le temibili progressioni di Leao. La priorità assoluta è blindare la zona Champions, e per farlo servivano compattezza ed equilibrio tattico. Il passaggio alla difesa a tre ha fornito certezze istantanee. Il terzetto formato da Kalulu, Bremer e Kelly garantisce oggi centimetri, strapotere fisico e velocità. A centrocampo, la diga è assicurata dal doppio mediano (quasi sempre Thuram affiancato da Locatelli), con McKennie dirottato sulla fascia destra e l’utile rientro di Holm per le rotazioni.Il filotto di risultati utiliQuesta accortezza tattica ha fruttato una serie di risultati pesantissimi che hanno rilanciato la squadra in classifica:• Vittorie decisive: 4-0 al Pisa, 1-0 all’Udinese, 2-0 al Genoa, 1-0 a Bergamo con l’Atalanta, 2-0 al Bologna.• Pareggi di gestione: 1-1 contro il Sassuolo e 0-0 contro il Milan.


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La redenzione di Di GregorioTale solidità, tuttavia, non sarebbe stata possibile senza la rinascita sportiva di Michele Di Gregorio. Finito nel mirino della critica e relegato in panchina per cinque turni dopo le incertezze contro Inter e Galatasaray, il portiere è tornato titolare solo a causa dell’infortunio al polpaccio di Perin. Il suo rientro contro il Genoa a Pasquetta è stato catartico: il rigore parato a Martin lo ha sbloccato mentalmente, restituendogli la sicurezza e l’esplosività dei giorni di Monza. La prodezza sulla sassata dell’ex compagno Rabiot a San Siro è stata solo l’ennesima conferma: in attesa delle sirene di mercato, la Juventus ha ritrovato la miglior versione del suo portiere.

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