Juventusnews24
·8 aprile 2026
Juventus schizofrenica, Spalletti è preoccupato per la Champions e non solo. Ha chiesto questo al club

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Il piano era perfetto, studiato sin dalla fine del mercato invernale: concedere a Dusan Vlahovic uno spezzone contro il Genoa per riaverlo al top nella cruciale trasferta contro l’Atalanta. Invece, il destino ha servito a Luciano Spalletti l’ennesimo colpo di scena negativo. La diagnosi al polpaccio è una sentenza pesante: il serbo salterà il trittico più delicato della stagione contro Atalanta, Bologna e Milan. Una maledizione che si somma al “giallo” rimediato da Weston McKennie: l’uomo più spallettiano della rosa, fresco di rinnovo e pilastro tattico del tecnico, sarà squalificato proprio nel weekend che potrebbe decidere la corsa al quarto posto. Ne scrive Tuttosport.
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Il tormento di Spalletti nasce però soprattutto dall’identità schizofrenica della sua squadra. Il volto mostrato nel post-partita di Pasquetta è quello di un allenatore preoccupato dalla mancanza di sostanza: una Juve sontuosa nel primo tempo, capace di dominare il gioco, che si trasforma in una compagine smarrita e schiacciata nella ripresa. Spalletti la definisce la «fase di nessuno»: quel caos agonistico dove la squadra perde il controllo del pallone e della partita, scivolando in un livello inferiore. «Che cosa saremo domani?», si chiede il tecnico, evidenziando una cronica carenza di continuità.
Con soli 72 ore per preparare la sfida di Bergamo, Spalletti deve trasformare la frustrazione in energia. Il problema, secondo l’allenatore, non è fisico — eredità della gestione Tudor e di un’estate condizionata dal Mondiale per Club — ma puramente psicologico. Tolto il giovane Yildiz, manca chi sappia alzare la soglia d’attenzione nei momenti critici. Per questo, in vista del futuro, il tecnico ha chiesto alla società innesti di esperienza: “uomini” prima che “atleti”, capaci di gestire l’intensità a prescindere dal risultato.
In queste ultime sette giornate, il compito più difficile spetta proprio al “campione in panchina”. A 67 anni, forte di una carriera costruita su volate Champions vincenti, Spalletti deve inventarsi una soluzione d’urgenza: affidarsi ai gol di Jonathan David per sostituire Vlahovic e ridisegnare la mediana senza McKennie. Per blindare il quarto posto, servono le “spallettate” definitive.
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