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·20 settembre 2026
Juventus, Spalletti torna al 3-4-2-1: il segreto è McKennie, ma ora qualcuno RISCHIA il posto

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Spalletti abbandona il 4-2-3-1 e torna al 3-4-2-1: McKennie la chiave del nuovo assetto, mentre Conceiçao e Zhegrova rischiano di pagare il cambio.
Pochi giorni all’inizio dell’autunno, il momento in cui in tante famiglie si fa il cambio di stagione negli armadi. Anche Luciano Spalletti, metaforicamente, ha tirato fuori dagli scaffali un nuovo-vecchio vestito per la sua Vecchia Signora, tornando a quel 3-4-2-1 già visto a sprazzi nella scorsa stagione. Risultato: cinque gol al NEC Nijmegen e una squadra apparsa più equilibrata e verticale, anche se — come sottolinea La Gazzetta dello Sport — l’atteggiamento spregiudicato degli olandesi consiglia di rimandare ogni giudizio definitivo alla sfida di domenica contro l’Atalanta.
Il vero elemento che ha reso possibile la svolta è il ritorno a disposizione di Weston McKennie. In assenza del suo pupillo americano, non avendone in rosa un clone per caratteristiche, l’allenatore era ripartito nelle prime uscite dal suo modulo preferito, il 4-2-3-1, arrivando però a schierare contemporaneamente quattro uomini offensivi: Conceiçao, Nico Gonzalez, Alajbegovic e Kolo Muani. Una soluzione che aveva mostrato limiti evidenti sul piano dell’equilibrio, culminati nella sconfitta col Sassuolo. Un attaccante in meno, un centrocampista in più: ecco il vero cambiamento.
Contro il NEC è cambiato anche il modo di stare in campo: baricentro più basso e possesso lasciato inizialmente agli avversari, per sfruttare al massimo le caratteristiche di verticalità e attacco alla profondità che calciatori come Nico Gonzalez e Kolo Muani sanno garantire. Una strategia efficace, tutta da rivalutare però contro avversari più strutturati.
Il nuovo assetto premia chi sa sfruttare il campo aperto. L’argentino e il francese, ma anche Alajbegovic — più a suo agio in posizione accentrata e con spazio davanti rispetto a quando si ritrova in fascia contro una difesa schierata — sono quelli su cui il vestito sembra disegnato a pennello. Meno adatti, invece, appaiono Conceiçao e Zhegrova, esterni più tradizionali abituati a partire larghi e puntare direttamente il difensore, o Koopmeiners, che lo scorso anno in questo stesso sistema era stato spesso utilizzato da Spalletti come centrale di sinistra. Non è escluso, infine, che lo stesso Nico Gonzalez possa essere valutato anche come punta centrale atipica, soprattutto se Kolo Muani dovesse continuare a non fornire risposte sufficienti.
La Juve ha cambiato look ed è tornata all’antico: se sarà stato il ballo di una sola notte o un outfit da tutti i giorni, lo dirà il campo.


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