DirettaCalcioMercato
·2 settembre 2026
Kessié-Juventus, è scontro a distanza: l’agente Atangana replica a Carnevali

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·2 settembre 2026

Dopo le dichiarazioni del DS della Juventus Giovanni Carnevali sul caso Kessié, ha risposto il procuratore dell’ivoriano con un comunicato.
La storia tra Franck Kessié e la Juventus sembrava ormai chiusa con la firma del centrocampista per l’Atalanta. E invece, a distanza di giorni, la trattativa continua a far discutere. Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni dell’amministratore delegato bianconero Giovanni Carnevali, alle quali ha risposto duramente George Atangana, agente del giocatore.
Tutto nasce dalle parole pronunciate da Carnevali prima di Juventus-Parma. L’ad aveva lasciato intendere che Kessié non fosse poi così determinato a trasferirsi a Torino, aggiungendo un riferimento al possibile ruolo del suo procuratore nella vicenda. Dichiarazioni che non sono piaciute ad Atangana, deciso a ricostruire pubblicamente la trattativa e a chiarire la posizione del proprio assistito.
Secondo l’agente, il contatto con la Juventus non sarebbe nato negli ultimi giorni di mercato, ma diverse settimane prima. Kessié, una volta terminato il suo precedente contratto, avrebbe individuato proprio nei bianconeri la sua destinazione preferita.
Atangana sostiene che il centrocampista abbia dimostrato concretamente questa volontà, rinunciando anche a proposte economicamente più vantaggiose provenienti da altri club. L’obiettivo, spiega il procuratore, era aspettare che la Juventus creasse le condizioni necessarie per presentare un’offerta, come riporta la Gazzetta. Per settimane, dunque, Kessié avrebbe mantenuto aperta la porta ai bianconeri, mentre il suo entourage avrebbe cercato di assecondare le esigenze del club, anche sul piano economico.
La proposta concreta della Juventus, secondo la ricostruzione dell’agente, sarebbe però arrivata soltanto negli ultimissimi giorni della sessione. A quel punto Kessié avrebbe accettato di ridimensionare ulteriormente le proprie richieste economiche pur di rendere possibile il trasferimento. Nonostante la disponibilità del giocatore, tuttavia, le parti non sarebbero riuscite a trovare un punto d’incontro.
È proprio a quel punto che, secondo Atangana, sarebbe cambiato l’atteggiamento di Kessié. Dopo settimane di attesa e diverse rinunce, il giocatore avrebbe iniziato a dubitare della reale volontà della Juventus di portare a termine l’operazione. La questione, spiega il procuratore, sarebbe diventata anche una questione di considerazione e rispetto professionale. Kessié avrebbe quindi deciso di interrompere la trattativa dopo aver ritenuto di aver fatto tutto il possibile per andare incontro alle esigenze economiche del club. Atangana ha inoltre respinto con decisione l’idea che il proprio assistito sia stato condizionato nelle sue scelte.
L’agente ha voluto sottolineare l’autonomia del centrocampista, definendolo un giocatore con una forte personalità e pienamente consapevole delle proprie decisioni. Il suo ruolo, spiega Atangana, sarebbe stato quello di negoziare e cercare un punto d’incontro tra le esigenze delle parti, non certo quello di spingere Kessié verso una determinata destinazione per interesse personale.
Nel suo intervento, il procuratore ha anche rivolto parole di apprezzamento all’allenatore della Juventus, che avrebbe mostrato grande considerazione nei confronti del centrocampista e lo avrebbe motivato fortemente a scegliere Torino. Un aspetto che, secondo Atangana, avrebbe contribuito a mantenere viva la disponibilità di Kessié fino alle ultime ore.
Fallita la pista Juventus, Kessié ha quindi scelto di tornare all’Atalanta, il club che lo aveva lanciato nel grande calcio. Secondo il racconto dell’agente, la famiglia Percassi avrebbe percepito il momento delicato vissuto dal giocatore e sarebbe riuscita a convincerlo puntando soprattutto sul rapporto umano e sul legame con Bergamo, più che sull’aspetto economico.
È proprio questo il punto sul quale Atangana insiste maggiormente: Kessié non avrebbe scelto l’Atalanta perché privo di alternative, ma perché si sarebbe sentito nuovamente desiderato, rispettato e valorizzato.
Il centrocampista avrebbe avuto infatti altre possibilità, anche da club importanti e con offerte economicamente superiori. La decisione di tornare a Bergamo sarebbe quindi nata dalla volontà di ritrovare un ambiente che conosce bene e al quale è profondamente legato.
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