Khedira cuore bianconero: «La Juve è il miglior club nella storia del calcio italiano. So che Chiellini sta soffrendo, ma torneranno grandi» | OneFootball

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·27 giugno 2026

Khedira cuore bianconero: «La Juve è il miglior club nella storia del calcio italiano. So che Chiellini sta soffrendo, ma torneranno grandi»

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Sami Khedira è intervenuto alla Gazzetta dello Sport: di seguito le parole dell’ex centrocampista della Juventus

Sami Khedira è intervenuto alla Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole dell’ex centrocampista della Juventus.


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MONDIALE – «La prima parola che mi viene in mente è sor­presa. E va spal­mata su vari aspetti. Non mi aspet­tavo tanta qua­lità, e vale per le grandi nazio­nali, Spa­gna, Argen­tina, Inghil­terra, Por­to­gallo, Ger­ma­nia, Fran­cia, e per i grandi cam­pioni: Haa­land, Mbappé, Messi, Vini­cius, Cri­stiano Ronaldo. Le super­star stanno tutte lasciando il segno. Così come non mi aspet­tavo tanta inten­sità dopo una sta­gione così lunga. Ci sono 8-10 squa­dre che pos­sono vin­cere, il gap tra grandi e pic­cole si è ridotto in maniera evi­dente e in mezzo ci sono una serie di squa­dre che gio­cano bene e sono peri­co­lose per tutti: Marocco, Nor­ve­gia, Giap­pone, Stati Uniti»

HYDRATION BREAK – «Stanno distrug­gendo il cal­cio. Capi­sco il coo­ling break in caso di caldo estremo, ma basta un minuto. I gio­ca­tori vogliono tor­nare in campo, non star lì fermi ad aspet­tare. Il nostro è uno sport dina­mico che deve scor­rere, fluire, e così diventa un’altra cosa. Le squa­dre per­dono il ritmo. E poi è un con­tro­senso: da una parte si imple­men­tano nuove regole, ottime a mio avviso, per evi­tare per­dite di tempo e miglio­rare il gioco effet­tivo, dall’altra ci sono que­ste due pause che sna­tu­rano il nostro gioco»

NAZIONALE PER TALENTI DI SECONDA GENERAZIONE – «Se è dif­fi­cile sce­gliere fra più nazionali per un ragazzo? Eccome. Pen­siamo a Bouaddi: in marzo era il capi­tano dell’under 21 della Fran­cia e ora gioca il Mon­diale con il Marocco. O a Yil­diz, nato e cre­sciuto in Ger­ma­nia. È una scelta dif­fi­cile, ci sono pas­sato e il mio amico Ozil ha vis­suto la stessa cosa con la Tur­chia. È come avere due cuori. Ma è ecce­zio­nale che si possa sce­gliere, che si possa cam­biare»

ANCELOTTI – «La cosa che più mi ha col­pito di Ancelotti è come tratta le per­sone. Non i gio­ca­tori eh? Le per­sone. Io ho pas­sato momenti pes­simi al Madrid, anche nell’anno della Décima, e lui era sem­pre dalla mia parte: attento, pro­tet­tivo, inte­res­sato. Ed è per que­sto che ha tanto suc­cesso e rie­sce a influen­zare il gioco: cura i gio­ca­tori e non pensa al suc­cesso per­so­nale. È ovvio che il Bra­sile non è nel suo miglior momento a livello di talento puro, diciamo che la Fran­cia ha preso il suo posto in quel senso, ma Carlo è in grado di unire e dare sicu­rezza al gruppo. È uno che ti fa pen­sare di essere il migliore anche se non lo sei. Non ha ego, pensa solo al gruppo: se c’è una per­sona che può ripor­tare il Bra­sile alla glo­ria per­duta, è lui»

CHIELLINI E LA JUVE – «Per me la Juventus è il miglior club nella sto­ria del cal­cio ita­liano. Non sono a Torino, non cono­sco bene la situa­zione ma cono­sco Gior­gio Chiel­lini e so che sta sof­frendo tanto, esat­ta­mente come me che sono un tifoso. La sta­gione è stata dif­fi­cile, la Juve deve andare in Cham­pions. Devono lot­tare per tor­nare, come hanno fatto quando sono andati in Serie B e poi hanno vinto 9 scu­detti e con­qui­stato due finali di Cham­pions. La chiave è la con­ti­nuità, e non parlo di risul­tati ma di alle­na­tore, società, diri­genti. Ho enorme fidu­cia in Giorgio, è una gran per­sona e ama la Juve come me. Sono certo tor­nerà grande»

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