Kilicsoy: «Cagliari è il posto giusto per crescere. Pisacane è come un fratello maggiore. Mi ispiro a…» | OneFootball

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·23 gennaio 2026

Kilicsoy: «Cagliari è il posto giusto per crescere. Pisacane è come un fratello maggiore. Mi ispiro a…»

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Semih Kilicsoy, giovane attaccante del Cagliari, ha concesso un’intervista nel corso della quale si è raccontato a tutto tondo: le sue dichiarazioni

Semih Kilicsoy si sta affermando in Serie A sotto l’attenta guida di mister Fabio Pisacane, sono già due i gol segnati contro Pisa e Torino. L’attaccante del Cagliari ha rilasciato una lunga intervista per l’edizione odierna del Corriere dello Sport. Le sue parole:

GOL, RAPPORTO CON I COMPAGNI E PISACANE – «È stato un momento molto bello, emozionante, una rete che sento mia in tutto e per tutto. Effettivamente è vero. Mi sono sentito parte di una grande famiglia fin da subito. Sono uno dei pochi stranieri in un gruppo con molti italiani ma questo aiuta a integrarti più in fretta. Ogni giorno Cagliari mi fa sentire tutto il suo affetto. Ho legato con tutti, dal mister ai compagni, mi Stanno dando un grande supporto».


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LA SCELTA DI VENIRE A CAGLIARI – «Le impressioni sono state molto positive fin da subito, soprattutto con l’allenatore e il presidente. Questo ha fatto la differenza e ho capito che per me sarebbe stata l’esperienza giusta per crescere».

FABIO PISACANE – «Lavorare insieme mi ha subito motivato, lui è sempre stato molto diretto con me, mi parla chiaro. Mi dà tanti consigli, è quasi un fratello maggiore, una guida preziosa».

COSA PUO’ FARE QUESTO CAGLIARI? – «Con questa società, questo gruppo e questo tecnico non ci sono limiti. Ci sono tutti gli ingredienti per toglierci qualche soddisfazione, a partire dalla salvezza che è l’obiettivo principale».

ESSERE IL PRIMO TURCO NELLA STORIA DEL CLUB SARDO – «Provo un grande senso di responsabilità e anche soddisfazione».

GIOCATORI FONTE D’ISPIRAZIONE – «Cristiano Ronaldo, Lautaro Martinez e anche Agüero».

FIORENTINA-CAGLIARI – «Sarà uno scontro diretto, è vero, però allo stesso tempo abbiamo visto com’è andata con la Juve… Mi sento positivo, questa è la mia mentalità: approccio tutte le partite allo stesso modo, sia con una squadra di prima fascia sia con una che sta lottando per la salvezza».

CALCIO E FAMIGLIA – «Come hai iniziato a giocare a calcio? La mia famiglia è molto appassionata, l’idea è nata anche grazie alla loro spinta. In Turchia si vive per il calcio, è lo sport più seguito. Con la mia famiglia siamo molto uniti, sono legatissimo a mio padre Senol e mia madre Aysel: sono la mia fonte di ispirazione e il mio punto di riferimento. Vivono a Istanbul ma li sento sempre vicini. Una volta sono venuti anche a trovarmi qui in Sardegna e vogliono tornare presto».

CAGLIARI, ITALIANO E SARDO – «Cagliari mi piace molto, sento tantissimo l’affetto delle persone. Come va con lo studio dell’italiano? Non è semplicissimo ma mi sto applicando. Già noto un miglioramento, avere tanti italiani in squadra mi aiuta. E col sardo? Quello è il livello successivo. Ci lavoreremo (ride n.d.r.)».

NAZIONALE: U 21 E MAGGIORE – «La nazionale è un mio obiettivo e voglio provare a esserci e diventare un punto di riferimento. Come l’Italia, anche la Turchia dovrà passare dal playoff per andare ai prossimi Mondiali. Ce la faremo. E sono positivo anche per l’Italia. L’affrontai a Bologna un paio di anni fa, la mia prima presenza con la nazionale maggiore. Sì, l’Italia era proprio nel mio destino».

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