Inter News 24
·8 giugno 2026
Kvaratskhelia ricorda la finale con l’Inter: «Sul 2-0 nulla era deciso. Abbiamo continuato ad attaccare»

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·8 giugno 2026

Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Sports Illustrated, Khvicha Kvaratskhelia è tornato a parlare della finale di Champions League vinta dal PSG contro l’Inter, spiegando quali siano stati gli aspetti decisivi del match e ricordando le sensazioni vissute durante una delle serate più importanti della sua carriera.
PAROLE – «Conoscevo il modo di giocare dell’Inter perché li avevo affrontati diverse volte. Vincere non è facile. Sono molto forti in difesa e in contropiede, così come sui calci piazzati. Bisognava essere pronti a lottare e rimanere molto concentrati. Il calcio d’inizio? La partita inizia così. La nostra strategia era giocare nella loro metà campo ed essere pronti a pressare per riconquistare palla vicino alla loro area di rigore. Sul 2-0, nulla era deciso. Avevamo visto l’Inter battere il Barcellona rimontando più volte. Potevano segnare in qualsiasi momento, il 2-2 sarebbe potuto arrivare molto presto. Credo che il motivo principale per cui abbiamo vinto 5-0 sia stato il fatto che abbiamo continuato ad attaccare, senza mai fermarci».
Il georgiano ha poi raccontato quanto accaduto negli spogliatoi durante la pausa, sottolineando la mentalità trasmessa dall’allenatore Luis Enrique.
PAROLE – «Eravamo molto contenti di essere in vantaggio, ma anche soddisfatti della mentalità mostrata. Volevamo segnare ancora più gol. Volevamo semplicemente chiudere la partita. L’allenatore ci ha chiesto di continuare così. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro nell’intervallo. Sul 3-0, sapevamo di essere vicini, ma dovevamo rimanere molto concentrati. Con il nostro stile di gioco, le squadre avversarie si chiudono sempre in difesa e ci lasciano pochissimo spazio. Per noi è molto difficile attaccare perché ci manca lo spazio. Ma quando eravamo in vantaggio per 3-0, loro sapevano di dover attaccare, e questo ci ha dato molto spazio per il contropiede. Per noi è stato come un regalo. Ma loro non avevano altre opzioni».
Infine, Kvaratskhelia ha ricordato l’emozione del gol e della conquista della coppa più prestigiosa d’Europa.
PAROLE – «Sentivo che era un po’ il mio giorno. Volevo davvero segnare. Mi è sembrato di correre per 10 minuti durante l’azione del gol. Ero l’uomo più felice del mondo, non sapevo come festeggiare, Gonçalo Ramos è venuto ad abbracciarmi, e poi sono arrivati tutti gli altri. Sono molto orgoglioso. Vengo da un piccolo paese, è difficile avere giocatori che vincono grandi trofei. Sapevo che tutti mi stavano guardando a casa, volevo renderli felici. Sono molto orgoglioso. Sapevo in quel momento che perdere era impossibile. Vincere la Champions era un sogno e l’ho realizzato a 24 anni. Quindi, sono molto orgoglioso. Quando sono arrivato qui, Luis Enrique mi disse che avremmo potuto vincere tutto. Mi fidavo di lui, ma vincere la Champions League sembrava difficile. Non dimenticherò mai quella notte».







































