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·25 febbraio 2026

La cessione delle squadre femminili salva i club di Premier: niente violazioni del FPF inglese

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Tutti i 20 club della Premier League hanno evitato violazioni delle Profitability and Sustainability Rules (PSR) nella scorsa stagione (il cosiddetto Fair Play Finanziario inglese), anche se – come riporta il quotidiano The Times – almeno due società sono state aiutate dalla cessione della propria squadra femminile a società collegate.

I club dovevano presentare i conti relativi alla stagione 2024/25 entro la scadenza del 31 dicembre e si ritiene che il team finanziario della Premier League abbia riscontrato la conformità di tutte le società alle regole del FPF inglese, che limitano le perdite a 105 milioni di sterline su un periodo di tre anni, con alcune deduzioni consentite.


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Everton – club della famiglia Friedkin, che controlla anche la Roma – e Aston Villa hanno entrambe venduto le rispettive squadre femminili a società collegate nel giugno dello scorso anno, e la Premier League consente che tali plusvalenze (operazioni che hanno effetti meramente contabili) vengano registrate come ricavi ai fini PSR, anche se la UEFA non le considera nei propri calcoli finanziari.

Per questo motivo, mentre a livello nazionale non ci sono particolari problemi, l’Aston Villa rischia un’altra multa per la violazione della regola UEFA sul costo della rosa, che prevede sanzioni finanziarie se la spesa di un club per stipendi dei giocatori, trasferimenti e agenti supera il 70% dei ricavi. In termini di PSR, tuttavia, tutte le squadre della massima serie sono in regola per la scorsa stagione.

La Premier League introdurrà dalla prossima stagione nuove regole simili alla norma UEFA sul costo della rosa, ma con un limite più generoso dell’85% della spesa per giocatori e agenti rispetto ai ricavi. I club dovranno comunque rispettare i limiti PSR per la stagione in corso, mentre eventuali decisioni su possibili violazioni saranno prese tra un anno.

Il Chelsea era stato il primo club a individuare la possibilità di vendere asset come hotel o la propria squadra femminile a società collegate e contabilizzare l’operazione come profitto ai fini dei calcoli del FPF inglese. La Premier League insiste sul fatto che non si tratti di una scappatoia normativa, poiché vengono effettuate rigorose valutazioni del fair value di tali “cessioni”. Tuttavia, per tre volte non è riuscita a convincere i club membri a modificare le regole per impedire queste pratiche.

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