FiorentinaUno
·11 febbraio 2026
La Fiorentina si aggrappa a quel ruggito: il passepartout per aprire la porta della salvezza

In partnership with
Yahoo sportsFiorentinaUno
·11 febbraio 2026

La corsa sotto la curva, l’urlo liberatorio e l’abbraccio lungo, intenso, con Paolo Vanoli. Moise Kean è tornato. E sabato sera lo ha gridato al mondo intero scaricando in porta il pallone del momentaneo 2-1 contro il Torino: un destro potente, preciso, violento al punto giusto. Un gol alla Kean, di rabbia e determinazione, anche se alla fine non è bastato per regalare tre punti fondamentali alla Fiorentina.
La squadra viola resta invischiata nelle sabbie mobili della zona retrocessione, una posizione che impone una svolta immediata. Servono punti, servono certezze. E servono soprattutto i gol del suo numero 9. Non a caso La Gazzetta dello Sport ha scelto un titolo emblematico: “Aggrappati a Kean”. Perché oggi più che mai la Fiorentina ha bisogno del suo guerriero.

fiorentina devi avere rabbia (via onefootball) fiorentinauno.com
Non sono state settimane semplici per l’attaccante azzurro. Gennaio lo ha messo alla prova sotto più aspetti: prima i problemi alla caviglia, che ne hanno limitato continuità e brillantezza, poi le insistenti voci di mercato. Simone Inzaghi lo avrebbe voluto all’Al-Hilal, pronto a portarlo in Arabia Saudita con un’offerta importante. Ma la Fiorentina ha chiuso subito la porta. Il club non ha mai avuto dubbi sulla centralità del giocatore nel progetto tecnico. Fabio Paratici è stato chiarissimo: “Kean è l’attaccante italiano più forte che abbiamo, uno da 20 gol a stagione”. Parole pesanti, che certificano fiducia totale e che hanno contribuito a spegnere sul nascere ogni tentazione invernale. La società ha fatto muro, Kean ha stretto i denti, ha lavorato per tornare al top della condizione. E contro il Torino si è vista una risposta concreta.
La scorsa stagione Moise Kean aveva chiuso con 25 reti complessive, numeri da leader offensivo assoluto. Quest’anno il bottino è più contenuto: 7 gol totali, di cui 6 in campionato. Cifre ancora lontane dai picchi di dodici mesi fa, ma sufficienti per raggiungere Mandragora in vetta alla classifica marcatori viola in Serie A. Al di là dei numeri, però, è l’atteggiamento ad aver colpito. Contro il Torino si è rivisto un Kean aggressivo, affamato, dentro la partita dal primo all’ultimo minuto. Il gol è stato il simbolo di una voglia ritrovata, di un attaccante che sente il peso della responsabilità e vuole caricarselo sulle spalle.

kean dal 1 in fiorentina torino ( via onefootball) fiorentinauno.com
La classifica non lascia spazio a distrazioni: la Fiorentina deve reagire, deve uscire dalla zona calda e ritrovare fiducia. In momenti così delicati, spesso sono i leader offensivi a fare la differenza. I gol cambiano le partite, ma soprattutto cambiano l’umore di un gruppo. Kean rappresenta il passepartout per aprire la porta della salvezza. La squadra ha bisogno della sua fisicità, dei suoi strappi, della sua capacità di trasformare mezzo pallone in un’occasione nitida. E lui sembra pronto a rispondere presente.
L’abbraccio con Vanoli non è stato solo un gesto istintivo dopo una rete importante. È sembrato piuttosto il simbolo di un patto: squadra e attaccante uniti per risalire. La Fiorentina si aggrappa a Kean, alla sua fame e ai suoi gol. Perché la rincorsa salvezza passa inevitabilmente dal suo numero 9.
Live


Live






































