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·27 aprile 2026

La gioia di De Rossi: “Ostia considerata anche per il calcio”

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L’Ostiamare ritorna in Serie C dopo 35 anni: la gioia di Daniele De Rossi, presidente della squadra lidense dal 2025.

L’Ostiamare è in Serie C. Il club di proprietà di Daniele De Rossi conquista la promozione aritmetica tra i professionisti vincendo 1-0 contro il Termoli e approfittando del pareggio dell’Ancona sul campo de L’Aquila. La combinazione perfetta che permette ai lidensi di chiudere i discorsi con una giornata d’anticipo. Trentacinque anni dopo, Ostia torna dunque nel calcio che conta, anche se nella precedente esperienza (dal 1989 al 1991) aveva militato nell’allora Serie C2.


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Singolare che ciò accada mentre il suo presidente è in panchina con il Genoa a Marassi contro il Como. E curioso come venga a conoscenza della notizia: “Non volevo sapere il risultato – ha spiegato De Rossi ai microfoni di DaznPoi dalla tribuna mia moglie me lo ha detto, ma sbagliato, quindi secondo lei non avevamo vinto il campionato. Quando sono tornato negli spogliatoi ho invece appreso la notizia. È bello per Ostia, se lo merita”.

Ostia uno dei punti fermi di De Rossi

Una promozione meritata, da protagonisti, raccogliendo 79 punti, frutto di 24 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte. Un successo atteso, almeno nelle ultime settimane, ma non scontato, suggellato dal miglior attacco e dalla miglior difesa del torneo. Artefice di questo capolavoro è certamente DDR – che ha prelevato la società a gennaio 2025 – ma il merito va condiviso anche con il tecnico D’Antoni. Classe ’79, è alla terza promozione in carriera, dopo quelle ottenute dall’Eccellenza alla Serie D con la Nuova Monterosi e in Serie C alla guida del Monterosi Tuscia.

Tornando a quel ragazzo di 42 anni, che da calciatore ha vinto la Coppa del Mondo ed è stato uno dei capitani storici della Roma, qualcuno potrà pensare che l’Ostiamare possa rappresentare un vezzo. Niente di più sbagliato. Ostia per Daniele ha sempre incarnato una coperta di Linus, da stringere e tenere stretta nei momenti più difficili. Così, quando è stato esonerato dalla Roma nel settembre del 2024, ha vissuto un momento di smarrimento, seguito poi dalla difficoltà di ricollocarsi.

Proprio in quelle settimane è nata, seguendo i consigli di papà Alberto, l’idea d’investire in un calcio diverso, simile a quello di tanti anni fa, quando era un bambino. Il tutto unito alla voglia di restituire quanto aveva ricevuto da ragazzo. Quando lasciò la Roma, da calciatore, Ostia figurava nella lettera di commiato: “Grazie a Ostia, alla sua gente e al suo mare, che mi hanno svezzato da bambino, accompagnato da adolescente e riaccolto da adulto”. Stavolta si è sdebitato: “Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia. Il sogno è portarla in alto e farla brillare ogni tanto, così saremo considerati anche per il calcio, non solo per fatti di cronaca o film”.

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