Juventusnews24
·4 agosto 2026
La Juventus è la squadra che ha speso di più in Serie A, ma il piano non cambia: l’obiettivo principale è uno

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A inizio estate sono emersi chiaramente i piani della proprietà per il futuro della Juventus: effettuare investimenti di primo ordine per tornare a lottare ai vertici della Serie A e puntare alla vittoria dell’Europa League. Con l’ingresso del nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, la società torinese ha impostato una campagna trasferimenti orientata a coniugare la competitività sportiva sul campo con la necessaria sostenibilità dei conti aziendali.
Come riferito da ‘La Gazzetta dello Sport’, a distanza di due mesi, i numeri confermano l’intenso attivismo del club bianconero: il valore delle operazioni in entrata raggiunge i 138,5 milioni di euro considerando anche il riscatto definitivo di Openda. Tra le acquisizioni spiccano Kolo Muani per 41,2 milioni di euro, Alajbegovic per 32 milioni, Ekhator per 16,4 milioni, Boga per 5,6 milioni e Celik. Questo ammontare di spese posiziona la Juventus in cima alla classifica degli investimenti in Italia, superando le cifre impegnate da rivali come Como, Milan, Napoli e Roma. Sul fronte delle uscite e dei prestiti di vari elementi della rosa, gli incassi attuali si attestano a 37,7 milioni di euro, determinando un saldo negativo temporaneo di poco superiore ai 100 milioni.
Questa massa di investimenti risulta compatibile con la traiettoria di stabilità della Vecchia Signora. Esclusa la strada di un ulteriore aumento di capitale, l’obiettivo del pareggio di bilancio è fissato per l’esercizio 2027-28, condizionato dall’assenza dei ricavi della Champions League. Il conto economico evidenzia tuttavia un costante miglioramento strutturale, riducendo le elevate perdite registrate nelle stagioni passate.
Nella pianificazione della Juventus, l’attenzione principale non è rivolta alla cifra lorda dei cartellini, bensì all’impatto annuale generato sul bilancio dalla somma tra ammortamenti e stipendi lordi. Se i nuovi innesti comporteranno un aggravio di costi di circa 50 milioni nel bilancio 2026-27, le uscite hanno già garantito risparmi per circa 60 milioni: la fine del contratto di Vlahovic ha liberato ben 40 milioni di monte ingaggi, mentre gli addii di Kostic e Rugani ne hanno portati altri 10.
L’azione sul mercato della società bianconera non si arresta qui: l’obiettivo finale rimane la riduzione complessiva dei costi della rosa compresa tra il 5% e il 10% rispetto alla stagione passata. Questa esigenza serve a compensare la contrazione dei proventi europei e a rispettare le prescrizioni del settlement agreement con la UEFA. Per centrare l’equilibrio economico, la Vecchia Signora valuta la cessione di alcuni elementi ad alto valore di mercato per generare preziose plusvalenze, oltre alla dismissione degli esuberi come Nico Gonzalez per alleggerire il monte stipendi.
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