La Juventus ha acquistato un altro n°10 da affiancare a Yildiz | OneFootball

La Juventus ha acquistato un altro n°10 da affiancare a Yildiz | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Kickest

Kickest

·4 agosto 2026

La Juventus ha acquistato un altro n°10 da affiancare a Yildiz

Immagine dell'articolo:La Juventus ha acquistato un altro n°10 da affiancare a Yildiz

Nostro malgrado, abbiamo imparato a pronunciare il suo nome nella sciagurata notte di Zenica, quando insieme al suo dirimpettaio Bajraktarevic ha fatto ammattire i difensori italiani a suon di dribbling. Avendo ammirato le sue scorribande sulla corsia di sinistra, al momento del suo annuncio in bianconero un minimo di tentennamento era lecito, vista la presenza in quel ruolo di un giocatore “ingombrante” come Kenan Yildiz e considerata soprattutto l’urgenza di intervenire in altri reparti. Ma Kerim Alajbegovic può rappresentare – in termini tecnico-tattici – ciò che alla Juventus manca dai tempi di Paulo Dybala

Qualche mese fa, nelle sue solite immaginifiche interviste post-partita in cui tentava di spiegare quali caratteristiche mancassero alla sua rosa, Luciano Spalletti ha posto più volte il tema del “giocatore in grado di districarsi nell’angusto, nella palude”. Quell’elemento di qualità con la personalità per ricevere il pallone dove gli spazi sono intasati, o di andarselo a prendere, se necessario, spostando gli equilibri della squadra con una giocata decisiva nell’ultimo terzo di campo. 


OneFootball Video


Dopo l’amichevole con il Nizza, è stato lo stesso Spalletti a confermare che il talento bosniaco classe 2007 sarà plasmato proprio per rispondere a quelle funzioni: “A noi manca il trequartista che sappia ricevere palla addosso e manovrare sui piedi”.

Sebbene abbia la velocità e lo spunto per creare partendo dalla linea laterale, Alajbegovic è imprevedibilità allo stato puro: non occupa una zona predefinita, non è un esterno di corsia; sa ricevere basso per legare il gioco, si esalta nello stretto e quando si trova in campo aperto è in grado di puntare o trovare la giocata smarcante in profondità. Per movenze, testardaggine e ambidestrismo è una miniatura di Kvara, che però potenzialmente si esprime al massimo quando è nelle condizioni di condurre per vie centrali.

Un profilo che si esalta quando riceve nel mezzo spazio interno – preferibilmente di sinistra – da cui può creare superiorità numerica con uno strappo o inventare tracce filtranti per innescare i compagni. È proprio questo giocatore di fantasia da zone trafficate, capace di determinare sulla trequarti con il tocco vincente o la giocata fuori dagli schemi, che la Juve cercava in Alajbegovic. Per quanto Yildiz abbia numeri delpieriani, predilige creare conducendo dall’esterno e non ha quella costanza nel trovare l’imbucata vincente. Ora, non distante da lui, agirà un “secondo numero 10” in grado di velocizzare, di saltare la pressione con una giocata e di cogliere in fallo le difese con un filtrante, con cui potrà associarsi e scambiarsi continuamente di posizione.

Un punto in comune tra i due è sicuramente il dribbling: il migliore della scorsa Serie A (77) dialogherà con un teenager temerario che vanta una percentuale di dribbling riusciti del 68,3% e una media di 3.2 dribbling P90 tra Europa League e Coppa del Mondo. Non a caso, la caratteristica che più di tutte permette di sbilanciarsi sulla sua titolarità è la personalità: Alajbegovic è un giocatore fatto per essere il leader tecnico della squadra in cui gioca, sempre attratto dal pallone e con una voglia costante di entrare nel vivo dell’azione. Non teme la scelta, si prende responsabilità senza timore: anche per questo, tira tanto da fuori (e calcia molto bene a giro). Uno di quelli a cui Spalletti avrà il piacere di mettere qualche briglia.

L’acquisto dal respiro più europeo del calciomercato nostrano (fin qui) implica coraggio nelle scelte come naturale conseguenza. Coraggio per impostare una mediana a due che riesca a fare da filtro e abbia la qualità per trovare la verticalizzazione. Coraggio per abbracciare totalmente uno stile di gioco offensivo, fatto di pressing e intensità, in grado di sorreggere un attacco di enorme talento, impostato su qualità e uno contro uno. In questa prospettiva si potrebbe abbozzare un 4231, con McKennie alto a destra come jolly di equilibrio (in stile Vojvoda a Como) e inserimento, e una possibile valorizzazione di Douglas Luiz nel mezzo. Per il bene del campionato, sperare non costa nulla.

Visualizza l' imprint del creator