Calcio e Finanza
·8 settembre 2026
La legge spagnola cambia la maglia dell’Inter: niente Betsson contro il Real

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·8 settembre 2026

L’Inter indosserà una maglia diversa dal solito questa sera al Santiago Bernabéu, in vista della sfida di Champions League contro il Real Madrid. Nel rispetto della normativa vigente in Spagna, come appreso da Calcio e Finanza, sulla parte frontale della divisa nerazzurra non sarà presente il logo Betsson.Sport, che dalla stagione 2024/25 accompagna la società di Viale Liberazione in qualità di main sponsor.
Una modifica legata alle rigide disposizioni introdotte negli ultimi anni dalle autorità spagnole in materia di pubblicità e sponsorizzazioni degli operatori del gioco e delle scommesse, che hanno avuto un impatto particolarmente rilevante proprio sul mondo dello sport e del calcio. Il quadro normativo di riferimento è il Real Decreto 958/2020 del 3 novembre 2020, dedicato alle comunicazioni commerciali delle attività di gioco. La disposizione è entrata in vigore il 5 novembre 2020 e ha segnato un deciso cambio di passo rispetto alla disciplina precedente.
L’articolo 12 del decreto interviene specificamente sulle sponsorizzazioni. Il comma 4 è particolarmente netto: in Spagna non è ammessa la sponsorizzazione degli operatori di gioco su maglie o altre divise sportive. Vengono inoltre vietati l’utilizzo del nome di un operatore per identificare impianti sportivi e l’inserimento del marchio di un operatore nella denominazione di una squadra o di una competizione.
La svolta risale dunque al 2020, anche se per il calcio gli effetti completi sono arrivati nella stagione successiva. Il decreto aveva infatti previsto un regime transitorio per i contratti di sponsorizzazione già esistenti al momento della sua entrata in vigore. Le intese sottoscritte precedentemente potevano rimanere valide fino al 30 agosto 2021, mentre entro il 31 agosto dello stesso anno dovevano essere adattate alla nuova normativa. È quindi dalla stagione 2021/22 che il divieto ha prodotto pienamente i suoi effetti anche sulle maglie delle squadre.
Prima dell’intervento del governo spagnolo il quadro era sensibilmente diverso. La Ley 13/2011, che rappresenta la normativa di base sul gioco in Spagna, subordinava pubblicità, promozione e sponsorizzazione alla presenza delle necessarie autorizzazioni, demandando poi alla disciplina regolamentare la definizione dei limiti, compresi quelli relativi alle sponsorizzazioni negli eventi sportivi oggetto di scommesse. Non esisteva però nella legge del 2011 un divieto generale specifico di apporre il marchio sulle maglie paragonabile a quello introdotto nel 2020.
La stretta ebbe un impatto immediato anche sulla Liga, dove fino a quel momento diversi club avevano accordi commerciali con società attive nel settore delle scommesse.
Anche le norme UEFA tengono conto delle legislazioni dei singoli Paesi. In linea generale, i regolamenti sull’equipaggiamento consentono ai club impegnati nelle competizioni europee di mostrare un main sponsor sul front della maglia, con una superficie massima di 200 centimetri quadrati.
Ma lo stesso regolamento UEFA stabilisce espressamente che eventuali divieti o restrizioni previsti dalla legislazione nazionale del Paese nel quale viene disputata la partita devono essere rispettati. Di conseguenza, la possibilità concessa dalla UEFA di utilizzare un determinato sponsor non può prevalere sulle norme vigenti nello Stato che ospita l’incontro. Da qui la scelta dell’Inter per la partita di Madrid.
Una scelta diversa da quella della passata stagione, quando l’Inter scese in campo proprio a Madrid (ma contro l’Atletico) in una sfida valida per la fase campionato. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito da Calcio e Finanza, il club nerazzurro si presentò in campo con il logo perché Betsson accettò di pagare la multa relativa al divieto. Cosa che non accadrà quest’anno, con il brand che sarà momentaneamente accantonato e tornerà sulla divisa per la successiva gara di campionato.
Nella passata stagione, la stessa Betsson per esempio aveva accantonato il logo dalla divisa del Club Brugge in occasione della trasferta della formazione belga a Madrid, sponda Atletico. Era il febbraio del 2026 e la società di scomesse donò lo spazio sulla maglia alla Club Brugge Foundation, con un messaggio “No Hearts No Glory,” che promuoveva la donazione di sangue e di plasma.
Per l’Inter non si tratta della prima occasione in cui la maglia utilizzata in una competizione viene modificata rispetto alla versione ordinaria. Un precedente risale alla Champions League 2021/22, quando in occasione della trasferta contro lo Shakhtar Donetsk la UEFA impose un adattamento della divisa da trasferta: il grande Biscione presente sulla maglia fu reso quasi invisibile perché il regolamento europeo non consentiva pattern figurativi di quel tipo. Nella stessa occasione venne modificata anche la presenza dello sponsor Socios.com, con la dicitura sul front ridotta al solo “$INTER Fan Token” rispetto alla versione completa utilizzata abitualmente.
Più recente, e molto più vicino al caso di Madrid, è invece quanto accaduto nella scorsa stagione in Norvegia. L’Inter si presentò sul campo del Bodo Glimt con Betsson.Sport regolarmente esposto sulla maglia, nonostante la normativa norvegese preveda restrizioni particolarmente severe sulla pubblicità degli operatori di gioco. Il caso finì all’attenzione del Lotteritilsynet, l’autorità nazionale competente, e per il club nerazzurro venne inizialmente prospettato anche il rischio di una sanzione economica. La vicenda si concluse poi senza una multa per l’Inter.







































