Calcionews24
·1 giugno 2026
La Nazionale più giovane di sempre a Coverciano, il metodo Baldini: regole, empatia e disciplina

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La Gazzetta dello Sport ci porta all’interno del ritiro della Nazionale a Coverciano, illustrando il metodo e le regole adottate dal commissario tecnico ad interim Silvio Baldini. L’obiettivo è valorizzare l’Italia più giovane di sempre, con un’età media di appena 20 anni e mezzo, puntando su empatia, condivisione e disciplina, piuttosto che su imposizioni rigide.
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«L’Italia più giovane di sempre – età media 20 anni e mezzo – non ha bisogno di regole, ma di buon senso. O, meglio, le regole sono quelle di una convivenza costruita sull’empatia e, quindi, sulla voglia di condivisione, degli spazi, degli interessi», racconta la Gazzetta. A Coverciano, casa degli azzurri, la giornata inizia presto ma non oltre le nove, con la colazione diventata un momento collettivo. I cellulari vengono lasciati nel cassetto delle camere, doppie o triple per i tre portieri, come scelta condivisa dai ragazzi, aumentando la concentrazione e la socializzazione.
«Qui non ci sono regole, ma se uno sgarra va a casa…», racconta Baldini, che guida il gruppo dell’Under 21 integrato da Gigio Donnarumma, capitano carismatico e punto di riferimento per la squadra. Il portiere campione d’Europa a Wimbledon ha scelto di esserci, convinto che l’esempio trascina: «Avrebbero fatto lo stesso anche gli altri del gruppo che non ha conquistato il pass per l’America, ma sapevano che il tecnico avrebbe puntato sui suoi…».

Il gruppo comprende ventiquattro ragazzi tra i quali spiccano nomi come Pio Esposito, Pisilli e Palestra, unici oltre a Donnarumma ad aver già debuttato con la Nazionale maggiore. Ma l’Italia più giovane vive anche sull’adrenalina dei diciottenni del Borussia Dortmund Inacio, Ruggeri e Mane, sull’intraprendenza difensiva di Chiarodia del Borussia Mönchengladbach e sulla vivacità di Koleosho, esterno d’attacco parigino.
A centrocampo emergono le geometrie di Lipani del Sassuolo e Dagasso del Venezia, accompagnate dalla fisicità del fiorentino Ndour e dall’intelligenza tattica di Faticanti, stella della Next Gen bianconera. Ventiquattro giovani pronti a correre, mantenere il ritmo alto e rispettare l’unica regola scolpita sul campo: «Se si perde il pallone bisogna correre».
Con questa impostazione, Baldini punta a creare una convivenza armoniosa tra i ragazzi, favorire lo sviluppo dei talenti e consolidare lo spirito di squadra, preparando l’Italia a due impegni decisivi contro Lussemburgo e Grecia, con la speranza di vedere emergere curiosità, energia e determinazione in ogni giovane azzurro.







































