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·22 agosto 2026
La nuova Fiorentina di Grosso: ecco come gioca e dove la Roma può farle male

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·22 agosto 2026

Roma Fiorentina. La Viola che arriverà all’Olimpico non è semplicemente una versione aggiornata di quella vista nella passata stagione.
È una squadra nuova per uomini, idee e soprattutto per filosofia. Fabio Grosso sta cercando di darle un’identità precisa e, nonostante il lavoro sia inevitabilmente ancora in corso, qualche principio è già evidente.
Per la Roma di Gian Piero Gasperini, quindi, la prima giornata presenta subito un esame interessante. I viola hanno talento, gioventù e soprattutto quella dose di imprevedibilità tipica delle squadre appena costruite. Allo stesso tempo, però, concedono ancora qualcosa. Ed è proprio lì che i giallorossi dovranno provare a colpire.
Il punto di partenza è il sistema. Grosso ha lavorato inizialmente sul suo tradizionale 4-3-3, ma nelle ultime settimane ha insistito molto sul 4-3-2-1, già utilizzato nella vittoria di Coppa Italia contro il Benevento.
Più che i numeri, però, conta il concetto.
Questa Fiorentina vuole arrivare velocemente verso la porta avversaria. Pochi passaggi inutili, ricerca della verticalizzazione e tentativo immediato di mettere in movimento gli uomini offensivi. Grosso non sembra interessato a un possesso fine a sé stesso: vuole una squadra capace di accelerare appena si apre uno spazio.
Un principio visto chiaramente anche contro il Benevento, quando la Fiorentina ha cercato spesso la profondità e le combinazioni rapide tra i giocatori alle spalle di Kean.
In fase di non possesso, invece, una delle richieste principali è la riaggressione immediata dopo la perdita del pallone. Il tentativo è quello di recuperarlo prima che l’avversario riesca a organizzare la transizione. Allo stesso tempo Grosso non vuole una difesa costantemente esasperata in avanti: aggressività sì, ma senza perdere completamente l’equilibrio.
Il pericolo numero uno resta inevitabilmente Moise Kean. Grosso lo considera un elemento centrale del proprio progetto e vuole metterlo nelle condizioni di occupare maggiormente l’area, evitando che debba continuamente abbassarsi per entrare nel gioco.
Ed è qui che entrano in scena Gudmundsson e Atta.
Il secondo, in particolare, ha mostrato di poter diventare una delle sorprese della nuova Fiorentina. Non è semplice incasellarlo in un ruolo: parte sulla trequarti, si allarga, conduce palla e cerca l’ultimo passaggio. Contro il Benevento proprio un suo cross ha permesso a Gudmundsson di sbloccare immediatamente la partita.
La Roma dovrà quindi evitare l’errore di concentrarsi esclusivamente su Kean. Isolare l’attaccante significa prima di tutto togliere spazio ai giocatori che devono servirlo.
Una delle chiavi della partita potrebbe essere proprio il pressing romanista.
Gasperini ama portare pressione sull’uomo e contro una Fiorentina che cerca rapidamente la verticalità potrebbe essere un’arma importante. L’obiettivo dovrà essere impedire al centrocampo viola di ricevere frontalmente e giocare subito verso i tre uomini offensivi.
In particolare, Fagioli va costretto a giocare spalle alla porta o lateralmente. Lasciargli il tempo di alzare la testa significherebbe permettere alla Fiorentina di innescare rapidamente Kean e i trequartisti.
Servirà però equilibrio. Andare a pressare senza coperture sarebbe probabilmente il regalo peggiore possibile: superata la prima pressione, la Fiorentina dispone di giocatori capaci di attaccare quaranta metri di campo in pochi secondi.
Il punto più interessante riguarda gli spazi che la Fiorentina può lasciare quando porta diversi giocatori nella metà campo avversaria.
I terzini viola partecipano alla manovra e gli uomini offensivi tendono a muoversi molto verso l’interno. Se la Roma riuscirà a recuperare palla e uscire rapidamente dalla pressione, le corsie laterali potrebbero diventare il terreno ideale per attaccare.
È una situazione che può esaltare una squadra costruita per correre e ribaltare l’azione.
C’è poi un altro fattore da non sottovalutare: questa Fiorentina è stata profondamente rinnovata. Il mercato ha portato tanti giovani e Grosso sta ancora cercando l’assetto definitivo. Lo stesso tecnico ha sottolineato dopo la Coppa Italia come la squadra abbia ancora molta strada davanti.
Significa che, soprattutto sotto pressione, le distanze tra i reparti non sono ancora perfette.
La Roma dovrà provare ad aumentare proprio questa sensazione di instabilità: ritmo alto, pressione, cambi di gioco e continui movimenti tra le linee.

La tentazione potrebbe essere quella di considerare la Fiorentina ancora un cantiere. Sarebbe un errore.
Grosso dispone già di abbastanza qualità per punire qualsiasi disattenzione e il 4-3-2-1 viola è costruito proprio per liberare talento negli ultimi trenta metri. Kean attacca l’area, Gudmundsson può muoversi tra le linee, Atta porta imprevedibilità e dalla panchina possono arrivare ulteriori soluzioni.
Ma è altrettanto vero che la Fiorentina non sembra ancora una squadra alla quale convenga lasciare l’iniziativa.
La Roma dovrà provare a fare esattamente l’opposto: aggredirla, costringerla a pensare velocemente e obbligarla a difendere correndo verso la propria porta.
Il rischio più grande sarà trasformare la partita in una gara di continui uno contro uno a campo aperto. Quello potrebbe favorire Kean e la velocità viola.
La partita ideale per i giallorossi, invece, passa dal controllo del centrocampo, dalla pressione sulla prima costruzione e dalla capacità di trovare rapidamente gli esterni dopo il recupero.
La Fiorentina di Grosso vuole correre. La Roma dovrà decidere quando permetterle di farlo.
Titolo SEO: Come gioca la Fiorentina di Grosso e come può affrontarla la Roma
Meta description: La nuova Fiorentina di Fabio Grosso punta su verticalità, pressione e velocità. Analizziamo i punti di forza viola e dove la Roma può colpire all’Olimpico.
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