La Penna minacciato e mortificato, ma lo stop è inevitabile: sarà fermato per un mese | OneFootball

La Penna minacciato e mortificato, ma lo stop è inevitabile: sarà fermato per un mese | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaCalcioMercato

DirettaCalcioMercato

·16 febbraio 2026

La Penna minacciato e mortificato, ma lo stop è inevitabile: sarà fermato per un mese

Immagine dell'articolo:La Penna minacciato e mortificato, ma lo stop è inevitabile: sarà fermato per un mese

Dopo l’intervento di Rocchi all’ANSA, lo stop per La Penna sarà inevitabile: arbitro ai box per un mese dopo Inter-Juventus.

Non accennano a placarsi le polemiche sull’espulsione di Pierre Kalulu in Inter-Juventus, un episodio che continua a scuotere il mondo del calcio italiano. A intervenire è stato anche Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, che in un’intervista all’ANSA ha espresso il suo disappunto per la gestione della partita da parte di La Penna e ha sottolineato le difficoltà degli arbitri di fronte alle simulazioni dei calciatori.


OneFootball Video


Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’arbitro resterà ai box per circa un mese, una conseguenza inevitabile dopo una direzione di gara che già rischia di entrare nella storia del Derby d’Italia per motivi negativi.

Queste le dichiarazioni di Rocchi: “Siamo molto dispiaciuti per la decisione di La Penna, chiaramente errata, e per il fatto di non aver potuto intervenire con il VAR per correggerla. La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma non è l’unico ad aver commesso un errore: ieri c’è stata una simulazione chiara, l’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di ingannarci”.

La Penna minacciato dopo Inter-Juventus: arbitro pronto a denunciare

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il giorno successivo al match è stato per La Penna un altro incubo. L’arbitro ha infatti raccolto materiale per sporgere denuncia alla Polizia postale, a causa delle numerose minacce di morte ricevute, rivolte sia a lui sia alla moglie e alle due figlie piccole.

I commenti più inquietanti, facilmente reperibili sui social network, spaziano da messaggi come “ti sparo” a frasi più intimidatorie del tipo “ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti”. La situazione ha reso necessario un periodo di massima cautela: all’arbitro romano, che di professione è avvocato, e alla sua famiglia è stato consigliato di rimanere in casa per evitare episodi che renderebbe ancora più spiacevole questa pagina di Serie A.

Visualizza l' imprint del creator