Calcio e Finanza
·3 marzo 2026
La Premier League valuta il VAR a chiamata per ridurre gli interventi e le perdite di tempo

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·3 marzo 2026

Dopo aver detto no a un possibile intervento del VAR sui calci d’angolo per la Premier League, la Football Association sta studiando un nuovo approccio alla tecnologia che permetta di perdere meno tempo possibile in seguito all’intervento della tecnologia, uno degli aspetti principali per cui il VAR non viene visto di buon occhio da tifosi e addetti ai lavori.
Come riporta The Times, i vertici del calcio inglese stanno valutando l’introduzione del VAR a chiamata per quanto riguarda ovviamente episodi soggettivi, esclusi quindi per esempio i fuorigioco. Questo sarebbe a discrezione delle panchine e che ha come obiettivo primario quello di ridurre al minimo gli interventi del VAR stesso e quindi di conseguenza i tempi morti, in attesa di una decisione, all’interno di una partita.
La Football Association sta studiando l’approccio migliore e al momento sarebbe orientato a un metodo legato al cricket: consentire due richieste di revisione non andate a buon fine per partita, analizzate tramite video e altre tecnologie. Le squadre mantengono la propria richiesta se questa ha esito positivo. Non sarebbe il primo esempio nel calcio, visto che in Serie C è stato introdotto da questa stagione il Football Video Support (FVS).
Se si dovesse optare per un sistema come questo, il VAR interverrebbe in automatico in caso di episodi oggettivi, il fuorigioco per esempio, ma sarebbe attivato solamente da una chiamata di una delle due panchine per quelli soggettivi, falli o tocchi di mano. In caso di nessuna chiamata da parte delle squadre, il giudizio dell’arbitro in campo e in presa diretta sarebbe considerato buono e la partita riprenderebbe immediatamente. Quindi niente silent check del VAR per ogni gol, o presunto rigore o cartellino rosso.
Ovviamente, non si tratta di un percorso immediato visto che ogni nuova regola o norma deve prima essere approvata dall’IFAB, unico organo con il potere di cambiare o aggiornare il regolamento del gioco del calcio. Ma essendo la FA membro dell’International Football Association Boardsosterrà in prima fila progetti pilota che riguarderanno il VAR, che la stessa IFAB revisionerà ogni due anni per capire come aggiornarlo eventualmente in base agli episodi critici evidenziati.
In merito al Football Video Support (FVS), l’amministratore delegato della FA Mark Bullingham ha dichiarato a margine della riunione dell’IFAB: «Un aspetto interessante è capire cosa possiamo imparare dalle altre sperimentazioni in corso. Con l’FVS, ad esempio, abbiamo un modello in cui gli arbitri dirigono la partita ma l’allenatore dispone di un sistema di challenge. Cosa possiamo apprendere da questo? Ci sono elementi che dovremmo considerare di adottare in futuro? Perché cambia la dinamica, riduce il numero di interventi del VAR e, di fatto, sposta la responsabilità sull’allenatore. È qualcosa su cui potremmo continuare a imparare mentre testiamo questo modello nelle parti del calcio che attualmente non possono permettersi un VAR completo — ma questo non significa necessariamente che non possa essere il modello giusto per il futuro».
Sul VAR: «È stato introdotto per decidere grandi episodi che cambiano la partita», confermando come la FA non è favorevole ad ampliarne ulteriormente i poteri o ad aumentare le interruzioni. «È in corso una revisione per capire come utilizzare al meglio il VAR, trovando l’equilibrio tra prendere le decisioni importanti corrette e non rallentare il gioco», ha concluso Bullingham.
Ma ovviamente c’è anche un’ala di addetti ai lavori che è contraria a garantire i challenge alle squadre, come l’ex arbitro e membro dell’IFAB David Elleray: «Non c’è motivo di introdurre le challenge con il VAR, perché gli ufficiali video controllano ogni singolo episodio. È un sistema pensato principalmente per competizioni dove ci sono una, due, tre o al massimo quattro telecamere». Una posizione che raccoglie consenso e che sottolinea come un fallo di mano da punire, non visto dall’arbitro, potrebbe rimanere impunito se la squadra che lo subisce ha terminato le sue due possibilità di chiamare un challenge del VAR.









































