DirettaCalcioMercato
·28 luglio 2026
La promessa a Mancini, il no a Pirlo e l’addio di Maldini e Leonardo: tutti i retroscena della Nazionale

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Dalla promessa di Malagò a Mancini fino al veto su Pirlo: la ricostruzione completa su quanto accaduto in Nazionale italiana.
Il percorso recente del calcio italiano trova finalmente una svolta dopo una delle fasi più caotiche e rocambolesche della sua storia recente. Il tumultuoso capitolo aperto dalla bufera di Zenica sembrava destinato a placarsi con l’elezione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC, ma la gestione delle nomine ha finito per generare una bufera mediatica senza precedenti. La situazione si è definita soltanto con il clamoroso ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana, affiancato dall’insediamento di Claudio Ranieri come nuovo direttore tecnico del movimento azzurro.
I dettagli emersi sulla genesi di questo ribaltone mostrano retroscena davvero clamorosi vissuti prima delle nomine ufficiali. Secondo la ricostruzione giornalistica firmata da Federico Ferri per Sky Sport, durante un vertice privato avvenuto a fine maggio, Malagò, allora candidato alla presidenza federale, aveva rassicurato il tecnico marchigiano sulla guida della selezione maggiore. La promessa era così solida da spingere l’allenatore a muoversi in anticipo per la composizione dello staff tecnico, arrivando persino a contattare Lele Oriali per riaverlo al suo fianco nel nuovo corso azzurro.
I piani hanno tuttavia subito una brusca deviazione con l’entrata in scena di Paolo Maldini e Leonardo. I due dirigenti scelti per l’area tecnica avevano infatti idee diametralmente opposte e hanno deciso di virare con decisione su Andrea Pirlo come profilo ideale per la panchina. Questa scelta difforme dalla linea presidenziale ha creato fortissime tensioni nell’ambiente, spingendo il numero uno del calcio italiano a bloccare l’intera operazione e far saltare l’intesa raggiunta – complice anche un accordo con dell’allenatore dello United Fc con Fonbet, società russa di betting, che ha scatenato la reazione della politica italiana.
La spiegazione di questo improvviso altolà è arrivata direttamente per bocca del presidente federale durante l’ultimo incontro con i media. Malagò stesso nella conferenza stampa odierna ha dichiarato: “Mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della scelta di Andrea Pirlo. Avrebbe rescisso il contratto con questa società di cui era testimonial però per tutta una serie di motivi e opportunità non me la sono sentita. Né io né, sembra, il dt sapevamo del contratto russo“. Una presa di posizione netta che ha provocato l’immediata spaccatura con Maldini e Leonardo: di fronte al veto presidenziale, i due dirigenti hanno rassegnato le proprie dimissioni a soli dieci giorni dalla loro nomina, spalancando le porte al rientro del tecnico marchigiano.
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