Calcio e Finanza
·10 luglio 2026
La Rai vola con i Mondiali 2026: oltre 100 milioni di spettatori e ascolti medi più alti del 2022

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·10 luglio 2026

Il Mondiale 2026 sta dando i propri frutti in casa Rai. La tv di Stato ha ufficializzato alla fine di febbraio l’investimento per la Coppa del Mondo: 35 partite da trasmettere in chiaro (in co-esclusiva con DAZN, che detiene i diritti di tutto il torneo, con le altre 69 sfide in esclusiva) e quasi tutte in prima serata su Rai 1.
Sia la pay-tv che l’emittente di viale Mazzini avevano deciso di investire prima di sapere se l’Italia fosse o meno qualificata per la rassegna iridata. Tuttavia, nonostante il fallimento della Nazionale ai playoff, i dati di ascolto (per quanto riguarda i match in chiaro, gli unici disponibili) dicono che l’investimento della Rai è stato azzeccato.
Con le 28 sfide trasmesse fino ad ora, la tv di Stato ha raccolto oltre 118 milioni spettatori davanti alla televisione. La media è stata pari a oltre 4,2 milioni di spettatori a partita, con uno share del 31%. Un dato che supera i quasi 4 milioni medi fatti registrare dalla Rai con le gare del Mondiale 2022 (in quell’occasione tutte in esclusiva sulla tv di Stato).
Un dato (l’ascolto medio) che dovrebbe crescere ulteriormente considerando che all’appello mancano ancora le sfide più importanti – finale compresa – e che metteranno di fronte le big rimaste in gioco. I dati mostrano dunque che l’investimento è stato azzeccato, considerando che, secondo indiscrezioni, la Rai ha pagato 70 milioni di euro per la sua quota di diritti, cifra più bassa del previsto a seguito dell’assenza dell’Italia dal torneo.

In tal senso, una conferma era arrivata anche dall’AD di Rai Pubblicità
Luca Poggi: «Abbiamo già raggiunto il risultato della raccolta pubblicitaria del 2022. E questo è particolarmente significativo perché allora avevamo 64 partite in esclusiva, mentre quest’anno ne abbiamo 35, praticamente la metà, e c’è anche un competitor come DAZN che trasmette tutte le partite. Avevamo fissato due obiettivi, uno nell’ipotesi della presenza dell’Italia e uno senza la Nazionale. Stiamo ovviamente lavorando sul secondo scenario. Ora c’è la fase finale, quella più interessante, e siamo ancora in piena fase di vendita», aveva commentato la scorsa settimana.
«È stata una vendita completamente diversa. Oggi abbiamo già oltre 225 clienti con 35 partite, mentre nel 2022, con 64 incontri, eravamo attorno ai 200 clienti. Significa che abbiamo dovuto fare un lavoro commerciale molto più intenso, in un mercato anche più difficile. La raccolta è stata distribuita, tanti clienti con investimenti più contenuti invece di pochi investitori con budget molto elevati», ha concluso. Dopo le ultime sette gare saranno disponibili i dati definitivi, con gli occhi inevitabilmente puntati sulla finalissima del 19 luglio.
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