Pagine Romaniste
·20 giugno 2026
La rincorsa di D’Amico

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La deroga per D’Amico accelera le operazioni in casa Roma. Si lavora ai rinnovi, ma la preoccupazione di tutti è rivolta alle cessioni per chiudere il settlement agreement.
Il Tempo (F.Biafora) – La Roma supera gli ostacoli della burocrazia e arriva una buona notizia nella corsa contro il tempo per rientrare all’interno dei parametri del Fair Play Finanziario. Ieri mattina, dopo un lungo tira e molla, il Consiglio di Lega ha dato il via libera alla deroga che consentirà a Tony D’Amico di mettersi subito al lavoro per il suo nuovo club. La scorsa settimana la società giallorossa aveva infatti annunciato l’incarico del direttore sportivo, specificando però che sarebbe diventato operativo a partire dal 1 luglio, con il ruolo affidato ad interim a Maurizio Lombardo.
L’ok dal Consiglio di via Rosellini, di cui fa parte anche Luca Percassi (è anche vice-presidente), ha accelerato le tempistiche, permettendo quindi a D’Amico di poter essere formalmente nel pieno delle sue funzioni dopo il passaggio dall’Atalanta alla Capitale due priorità del dirigente di Pescara sono i rinnovi dei giocatori con contratti in scadenza a fine mese e completare alcune cessioni per raggiungere l’obiettivo stabilito dal Settlement Agreement.
Per quanto riguarda il primo punto è in dirittura d’arrivo l’intesa con Celik, con il quale si stanno sistemando gli ultimi dettagli del prolungamento, è vicina anche quella con l’entourage di Dybala e infine si sta trattando con l’agente di Pellegrini, per il quale i colloqui entreranno nel vivo proprio in questi giorni. Trattenere tutti e tre è una precisa richiesta di Gasperini alla società, con l’allenatore che vuole la conferma di tre pilastri della rosa della stagione appena conclusa per poi puntellare la squadra con investimenti mirati, limitando al massimo il numero di operazioni da completare. Evitando pure di disperdere risorse, consapevole dell’affidabilità del terzetto già rodato. La convinzione è che arriverà la fumata bianca su tutti e tre, con il dossier Uefa ad occupare realmente gran parte dei pensieri della dirigenza romanista.
L’accordo firmato nel 2022 prevede l’impegno a registrare un deficit massimo aggregato di 60 milioni sommando gli esercizi 2023-24, 2024-25 e 2025-26, con la Roma che non vuole usare il «jolly» del prolungamento di un’ulteriore stagione per rientrare nei parametri. Tutti a Trigoria vogliono dire definitivamente addio alle restrizioni (le norme del Fair Play resteranno comunque), in modo da costruire la miglior rosa possibile per migliorare il risultato dell’ultimo anno.
Per farlo, in attesa di buone notizie dal dipartimento finanziario sulla questione Bove e Calafiori dopo la risoluzione della querelle con Img, serve produrre plusvalenze. L’indiziato numero uno per l’addio è Soulé: il ds attende offerte per l’argentino. Oltre a lui possono andare via Ziolkowski e una serie di giocatori «minori». Tra questi c’è il centrocampista Romano, conteso da Palermo e Bologna. La richiesta iniziale per lo svizzero – per il quale lo scorso anno c’era un accordo con il Torino a 5 milioni di euro – è di 7-8 milioni. In entrata intanto vanno avanti i contatti con il Marsiglia per Greenwood, eletto da Gasperini come rinforzo prioritario di tutto il mercato. L’affare non è facile visto che i francesi non fanno sconti rispetto alla richiesta di 50 milioni (più 5 di bonus). Ma la Roma continua a provarci.







































