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·24 settembre 2026

La Roja U20 femminile sfiora l'oro e prende l'argento agli Odesur

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Il Cile stava battendo il Venezuela fino al 90° minuto e accarezzava una storica medaglia d’oro nella categoria, ma un rigore nel finale ha cambiato completamente il destino della finale. Le llaneras hanno pareggiato 1-1 e poi si sono imposte 4-2 ai rigori, lasciando alla squadra guidata da Luis Mena un’amara medaglia d’argento. Le occasioni sprecate durante i tempi regolamentari hanno finito per avere un peso decisivo.

Il calcio è stato a un soffio dal regalare al Cile una delle conquiste più significative della sua partecipazione ai Giochi Sudamericani di Santa Fe. La nazionale femminile Under 20 è stata per buona parte della finale a un passo dal conquistare una storica medaglia d’oro per la selezione nazionale in questa categoria, ma l’epilogo ha finito per trasformare una giornata che sembrava destinata alla festa in un’esperienza di enorme frustrazione.

Il Cile ha perso contro il Venezuela ai rigori per 2-4, dopo un pareggio per 1-1 arrivato nell’ultima azione della partita. Un epilogo crudele, soprattutto perché la Roja era riuscita a difendere il vantaggio fino praticamente alla fine dell’incontro e aveva a portata di mano una storica consacrazione.


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La squadra guidata da Luis Mena ha giocato con la convinzione di chi sapeva di trovarsi davanti a un’opportunità straordinaria. La possibilità di conquistare l’oro non era soltanto un obiettivo sportivo: rappresentava anche l’occasione di segnare una pietra miliare per il calcio femminile cileno agli Odesur. E per lunghi tratti della finale, quell’illusione ha davvero preso forma.

Il Cile è riuscito a portarsi in vantaggio ed è arrivato al momento decisivo con il punteggio a favore. La nazionale era a pochi minuti dal chiudere un cammino che poteva essere ricordato tra i grandi momenti delle sue categorie giovanili. Tuttavia, il calcio ha dimostrato ancora una volta che le partite non finiscono fino all’ultimo istante e che una sola azione può cambiare completamente il destino di una finale.

Quando il cronometro si avvicinava al 90° minuto, il Venezuela ha trovato un’occasione che si è conclusa con un rigore. La trasformazione ha permesso alle llaneras di pareggiare l’incontro nell’ultima azione, provocando una svolta drammatica che ha impedito al Cile di festeggiare il titolo nei tempi regolamentari.

Il colpo è stato doppio: non solo è sfumato un vantaggio che sembrava sufficiente per raggiungere la gloria, ma la squadra nazionale ha dovuto affrontare la serie dei rigori con l’impatto emotivo di aver subito il pareggio quando l’oro sembrava ormai assicurato. In queste circostanze, la forza mentale e la precisione assumono un valore determinante, e il Venezuela ha finito per imporsi per 4-2.

La serie ha sancito una sconfitta che però non cancella il percorso compiuto dalla nazionale cilena. La Roja femminile Under 20 è arrivata fino alla finale ed è stata molto vicina a conquistare un traguardo inedito. Ma l’epilogo lascia anche una lezione difficile da ignorare: in partite di questa portata, le occasioni sprecate nei tempi regolamentari possono finire per pesare tanto quanto gli errori commessi nei minuti finali.

Il Cile ha avuto occasioni per indirizzare definitivamente la partita e non è riuscito a sfruttarle. Questa mancanza di concretezza ha finito per presentare il conto quando il Venezuela ha trovato il varco per pareggiare. Poi, dagli undici metri, la storia si è definitivamente inclinata a favore delle llaneras.

La medaglia d’argento ha dunque un sapore contraddittorio. Rappresenta un traguardo importante e conferma che il calcio femminile cileno ha una generazione capace di competere in palcoscenici importanti, ma lascia anche la sensazione di un’occasione storica sfuggita di mano in modo inaspettato.

L’oro è stato davvero vicino. A pochi minuti, a una giocata, a un ultimo sforzo. Ma questa volta a festeggiare è stato il Venezuela e il Cile dovrà custodire l’esperienza di una finale che avrebbe potuto cambiare la sua storia, anche se alla fine gli ha consegnato un’amara e preziosa medaglia d’argento.

/Cristina Sanhueza inviata speciale ai Giochi Odesur

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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