Pagine Romaniste
·4 luglio 2026
La Roma delle grandi cessioni di Pallotta non esiste più: con i Friedkin spazio al progetto

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La Roma non vende! In questo modo si è concluso il mese di giugno dei giallorossi, che nonostante i paletti imposti dalla UEFA, hanno deciso di non privarsi di alcun pezzo pregiato del club.
Pagine Romaniste (M. O. Ndiaye) – Quella di non vendere però, a Trigoria, non è una decisione presa solo quest’anno visto il raggiungimento della storica qualificazione in Champions e le richieste del tecnico Gasperini di non smantellare il gruppo. Dall’arrivo in presidenza della famiglia Friedkin, che nel 2020 acquistò le quote dell’AS Roma, si concluse l’era del cosiddetto “player trading” dell’ex presidente giallorosso James Pallotta.
Gli otto anni di presidenza di Pallotta, dal 2012 al 2020, sono stati contraddistinti infatti, da questa tendenza ad acquistare giocatori a cifre contenute e rivenderli dopo alcune stagioni a prezzi decisamente maggiori. Alcuni esempi: Rudiger, acquistato dallo Stoccarda per 13,5 milioni di euro (contando i 4 milioni di prestito oneroso) e rivenduto al Chelsea a 35 milioni; Salah acquistato dal Chelsea per 20,5 milioni (5 milioni di prestito) e rivenduto al Liverpool per 42 milioni; oppure Alisson dall’Internacional di Porto Alegre per 8 milioni e rivenduto a 62 al Liverpool.
Nell’epoca Friedkin, invece la cessione più importante registrata è quella di Roger Ibanez nel 2023 all‘Al-Ahli per 28,5 milioni. Nello stesso periodo, tutte le concorrenti hanno fatto almeno una cessione che supera di molto le cifre guadagnate dai giallorossi. Come per esempio, l’Atalanta, con i 79,8 milioni per Hojlund o l’Inter che ha venduto Lukaku per 113 milioni.
In una classifica degli incassi da cessione dei giocatori, dal 2020 ad oggi, la Roma è sprofondata al 9° posto. I giallorossi, infatti, hanno guadagnato “solo” 323,98 milioni grazie alle cessioni. Meno della metà di quanto ha incassato l’Atalanta nello stesso periodo (700,16 milioni).
Quest’anno, per via dei paletti imposti dal Fair Play Finanziario, che richiedevano ai giallorossi di raccogliere entro il 30 giugno 50 milioni di plusvalenze, la fantomatica cessione di un big sembrava quasi certa e i nomi in uscita erano molteplici: Koné, Soulé, Ndicka, Svilar, ecc… Ma i Friedkin non si sono fatti intimorire dalle varie richieste in giro per l’Europa e hanno fatto muro. La società americana si prepara così alla multa che riceverà dalla UEFA per non aver rispettato i termini del FPF, ma con la soddisfazione di essere riusciti a mettere davanti a tutto il progetto di crescita iniziato con Gasperini.







































