Calcionews24
·1 aprile 2026
La Russa stupito da Pio Esposito: «Lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?». A cosa ha fatto riferimento!

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·1 aprile 2026

L’amara e clamorosa eliminazione dell’Italia dalla corsa per i prossimi Mondiali di calcio continua a suscitare reazioni accese e dibattiti infuocati in tutto il Paese. Il dramma sportivo vissuto dalla Nazionale azzurra non ha lasciato indifferente il mondo della politica e delle istituzioni, che osserva con forte delusione il prolungato declino del nostro movimento calcistico. Tra le voci più critiche e risonanti delle ultime ore spicca quella di Ignazio La Russa, che ha affidato a X un commento tagliente e privo di filtri sull’esito disastroso della spedizione azzurra.
Il mancato accesso alla massima competizione internazionale rappresenta una ferita profonda per milioni di appassionati, costretti ancora una volta a guardare il torneo da semplici spettatori. L’intervento di Ignazio La Russa dopo l’eliminazione dell’Italia fotografa esattamente il sentimento di frustrazione collettiva, un mix di rabbia per l’epilogo e recriminazioni per come è maturata la sconfitta.
Le parole del politico racchiudono tutta l’amarezza di una serata da incubo: “Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite”.
Il passaggio più emblematico della riflessione riguarda la gestione tattica ed emotiva dei tiri dal dischetto, momento fatale che ha condannato inesorabilmente gli Azzurri. La scelta di affidare la massima pressione del primo rigore al giocatore più giovane in campo – Pio Esposito – ha destato enorme stupore e perplessità. Un interrogativo pesante che chiama in causa direttamente la leadership e le scelte del commissario tecnico Gattuso.
Infine, l’analisi si sposta su un piano decisamente più ampio e sistemico. La consapevolezza di una crisi strutturale profonda emerge chiaramente dalla amara constatazione che questo tracollo sportivo fosse, in fondo, prevedibile e temuto da tempo. Un tracollo che certifica come si sia ormai superato ogni limite tollerabile per una nazione con quattro stelle sul petto, rendendo sempre più urgente una drastica rifondazione dell’intero assetto calcistico italiano.


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