Sampnews24
·22 giugno 2026
La Sampdoria riparte da Abildgaard: il centrocampista come si adatterà al modulo di Corradi? L’analisi

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La Sampdoria si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione tecnica. In attesa di ufficializzare l’arrivo in panchina di Bernardo Corradi, atteso a Genova la prossima settimana per siglare un accordo biennale, il club blucerchiato ha scelto di blindare i propri punti fermi. La certezza assoluta da cui ricostruire la squadra ha un nome e un cognome: Oliver Abildgaard.
Arrivato a titolo definitivo dal Como, il centrocampista danese si è imposto come un elemento imprescindibile per i liguri. Il calciatore ha dimostrato un’intelligenza tattica fuori dal comune: prima sotto la guida di Massimo Donati, poi con il duo composto da Salvatore Foti e Angelo Gregucci. In piena emergenza infortuni, il danese è stato adattato con successo come braccetto centrale nella difesa a tre. Successivamente, anche con l’avvento di Attilio Lombardo – capace di condurre la squadra alla salvezza matematica a Marassi contro il Sudtirol – il mediano ha saputo disimpegnarsi egregiamente nella linea a quattro.
Nonostante alcuni problemi fisici ne abbiano condizionato l’impiego nel corso dell’anno, e malgrado gli innesti di gennaio di Matteo Palma e Mattia Viti, il suo apporto è rimasto centrale. Nell’ultima stagione di Serie B, il classe 1996 ha collezionato ben 29 presenze complessive, confermandosi un leader carismatico della rosa, con all’attivo un solo centro. Dal punto di vista delle caratteristiche tecniche, il danese spicca per la grande fisicità grazie ai suoi 192 centimetri, l’abilità nel gioco aereo e un’ottima capacità di rottura della manovra avversaria, doti che lo rendono un perfetto equilibratore di centrocampo.
In vista del prossimo campionato, il centrocampista è destinato a rimanere un pilastro. Ma come si integrerà nel sistema di gioco del nuovo mister? Bernardo Corradi, storicamente incline a un calcio propositivo basato sul 4-3-1-2 o sul 4-3-3, troverà nel danese lo schermo ideale davanti alla difesa. La capacità del mediano di abbassarsi tra i difensori in fase di impostazione e di garantire muscoli in mezzo al campo permetterà alle mezzali e ai trequartisti di spingere con maggiore libertà, garantendo quella solidità strutturale di cui la nuova squadra avrà vitale bisogno.







































