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Calcio e Finanza

·16 febbraio 2026

La Serie A compra il 51% di Fantacalcio: via libera dall'assemblea dei club

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La Serie A sta per mettere le mani su un business milionario che coinvolge circa 3 milioni di iscritti: il Fantacalcio. La Lega che organizza il massimo campionato italiano di calcio, secondo quanto annunciato dal presidente Ezio Simonelli, ha dato il via libera all’acquisto del 51% delle quote del gioco gestito da Quadronica, Srl nata nel 2008 e controllata al 50% — tramite due veicoli — da due imprenditori napoletani del 1975, Nino Ragosta e Luigi Cutolo.

«Assemblea molto tranquilla, abbiamo preso una serie di decisioni, tra cui l’acquisto della maggioranza del Fantacalcio, per poterlo arricchire con le nostre immagini e dare un prodotto sempre più appetibile», ha detto il numero uno della Lega Serie A.


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Il via libera all’accordo è stato dato nella giornata odierna, durante l’assemblea di Lega che – come anticipato da Calcio e Finanza – ha visto sul tavolo proprio il tema Fantacalcio, oltre alle questioni arbitrali. L’ipotesi che la Serie A mettesse le mani su questo business era emersa nelle scorse settimane, con l’amministratore delegato Luigi De Siervo tra i principali promotori dell’idea.

Da 1,2 milioni di euro di fatturato del 2015 a oltre 9 milioni previsti dieci anni dopo: questi sono i numeri del business. Una parte delle entrate arriva dagli abbonamenti premium — 12 euro l’anno per funzioni aggiuntive — con centinaia di migliaia di utenti paganti. Il vero salto, però, è arrivato dalla pubblicità: meno banner invasivi e più integrazioni personalizzate, come sponsor sulle maglie delle fantasquadre o led virtuali durante l’inserimento delle formazioni. Un modello che ha attirato grandi marchi come Eni, McDonald’s e Bancomat. Gli utili netti sfiorano i 4 milioni, con margini altissimi che hanno attirato l’attenzione degli investitori.

In passato alcuni fondi avevano fatto offerte, respinte dai soci, poco inclini a cedere. Diverso il discorso con la Serie A, partner naturale: il Fantacalcio vive grazie al campionato e allo stesso tempo porta ascolti e interesse alle partite. Fino ad oggi esistevano già accordi commerciali che valgono una sorta di 10%. L’obiettivo però – che sta per essere raggiunto – era il controllo con il 51%, su una valutazione vicina ai 40 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a un paio d’anni fa.

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