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·29 luglio 2026

🤬 La Serie A voleva Conte, Malagò ha scelto in autonomia: cresce il MALUMORE in Lega! Fiducia intaccata?

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Dopo il caos scatenatosi attorno alla FIGC per la vicenda che ha riguardato da vicino Paolo Maldini, Leonardo e Andrea Pirlo, Giovanni Malagò ha preso in mano le redini della situazione.

Con le tempistiche sempre più stringenti e il malumore crescente, il nuovo presidente Federale ha deciso di agire in autonomia assumendosi le responsabilità delle scelte del nuovo commissario tecnico e del nuovo direttore tecnico. Roberto Mancini e Claudio Ranieri i prescelti per la ripartenza del calcio italiano.


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Malumore in Lega

Per la vittoria di Giovanni Malagò nelle elezioni per la carica di nuovo presidente, apporto fondamentale è stato quello della Lega Serie A, che ha individuato nel classe 1959 l’uomo giusto a cui affidarsi per rifondare il calcio italiano. La fiducia tra le parti è stata subito forte e reciproca.

La massima Lega italiana, come appare ormai scontato ribadire, ha spinto fino all’ultimo per affidare ad Antonio Conte la carica da ct. Nonostante tutto, però, Malagò ha deciso di non prendere in considerazione tale ipotesi e di proseguire spedito per la sua strada. Da qui, la scelta ricaduta su Mancini. Nome forte di Malagò già nel corso della campagna elettorale.

La nota della Serie A

In seguito all’ufficialità dell’arrivo di Mancini, la Lega Serie A ha diramato questa nota:

“A nome della Lega Calcio Serie A e mio personale rivolgo a Roberto Mancini e Claudio Ranieri i migliori auguri di buon lavoro per i nuovi prestigiosi incarichi in Figc. Dopo ore intense e certamente non semplici, non possiamo che appoggiare la bontà della scelta effettuata dal Presidente Malagò. È importante adesso guardare avanti con senso di responsabilità, unità e spirito di collaborazione. Sono certo che entrambi sapranno mettere le proprie competenze al servizio del calcio italiano, lavorando insieme a tutte le componenti per favorirne la ripartenza e riportarlo ai livelli che la sua storia e la sua tradizione meritano”. 

L’elemento della discordia

La Serie A non ha tollerato il modo in cui si è arrivati a questa decisione, contestando il fatto di aver trovato il Mancio già a fine corsa. La volontà della Lega, infatti, era quella di arrivare a una scelta condivisa mediante un percorso chiaro e definito.

L’intervento di Simonelli nel corso del Consiglio federale di ieri ne è la testimonianza. Riprendiamo da gazzetta.it il riassunto di quanto affermato dal presidente: “un’espressione di disappunto netta, che riguarda in primo luogo la gestione della nomina di Mancini. Vero che la scelta del commissario tecnico della Nazionale è diritto del presidente, che però ha tra i suoi doveri quello di ascoltare le componenti, Serie A su tutte“.

Immediata è stata la replica di Malagò: “Presidente e società avevano ragionato insieme su Pirlo, il rapido dietrofront su Mancini è stato dettato dagli eventi degli ultimi giorni“.

A questa posizione si sono unite anche Lega Pro e Dilettanti. Al momento questo fastidio non sembra potersi trasformare in dissenso esplicito, la Rosea sottolinea: “La Serie A, con l’aggiunta di altri consiglieri federali, può avere i numeri per votare una sfiducia al presidente: evento che potrebbe nel caso verificarsi solo dopo un passaggio in assemblea e con una mozione votata dalla maggioranza delle società. Oggi non c’è alcuna intenzione di procedere e neppure un appuntamento fissato in Lega prima del prossimo settembre“. La crepa, però, rischia di essere imponente.

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