Pagine Romaniste
·8 marzo 2026
La sfida del cuore: De Rossi e Gasperini cercano punti oltre i sentimenti

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LA GAZZETTA DELLO SPORT (Pierfrancesco Archetti) – È impossibile per Gian Piero Gasperini e Daniele De Rossi essere indifferenti in questa partita, in questo stadio, con questa gente. Per descriverla solamente con i numeri, quello di Grugliasco è l’allenatore con più panchine (232) e più vittorie (88) nella storia del Grifone in Serie A. Inoltre, con Gasp, i rossoblù hanno conquistato la loro ultima qualificazione per una coppa europea: quinto posto nel 2008/09 con conseguenti preliminari di Europa League. “Quando il Genoa mi ha esonerato, l’ho vissuto come un tradimento. Non mi sembrava giusto, era stata una grande storia d’amore” disse in alcune interviste del passato.
All’andata, però, era più il giorno di Daniele, che per la prima volta sfidava il suo passato come non era mai successo: “Sapevo che quel giorno sarebbe arrivato. Io rappresento quella squadra, ho la fede calcistica scritta in faccia, ma mai ho creduto a quegli ex che fanno gol e poi si disperano”, raccontò DDR che proprio dopo un pari con il Genoa venne esonerato dai Friedkin. Tutto l’Olimpico si unì in un abbraccio a uno dei suoi figli prediletti, lo speaker non fece giri di parole: “Celebriamo quello che per noi non sarà mai un avversario”. Ricordando il suo primo scontro con la Roma, il tecnico genoano l’ha definita “la peggior partita da quando sono qui. Adesso c’è un piccolo senso di rivalsa nei confronti di noi stessi”.
L’etichetta di partita del cuore vale ovviamente fino al fischio d’inizio. Questa per i giallorossi è un match stretto tra l’occasione mancata con la Juventus, l’andata degli ottavi di Europa League a Bologna e l’altra trasferta di Como, ovvero contro un’avversaria che ieri l’ha raggiunta al quarto posto. Inoltre c’è anche l’emergenza in attacco. Gasperini sarà anche senza Soulé, Hermoso e lo squalificato Wesley, oltre a Dovbyk e Ferguson. De Rossi, reduce da quattro punti nelle ultime cinque uscite, deve tenersi lontana la terz’ultima piazza, distante solo tre lunghezze. L’ultimo gol romanista in Champions l’ha segnato proprio lui, su rigore, il 12 marzo del 2019 contro il Porto agli ottavi. Sette anni dopo, la Roma deve farsi largo proprio tra un vecchio amico e i suoi giocatori per non perdere terreno dalle concorrenti.
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