Calcio e Finanza
·30 dicembre 2025
La sfida di Sir Jim Ratcliffe: salvare Ineos da oltre 20 miliardi di debiti

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·30 dicembre 2025

Sir Jim Ratcliffe e Ineos tornano sotto pressione finanziaria. A distanza di oltre un decennio dal salvataggio in extremis seguito alla crisi finanziaria globale, il fondatore del gruppo petrolchimico si trova di nuovo a fronteggiare una situazione complessa, segnata da debiti record, downgrade dei rating e crescenti tensioni con i mercati finanziari.
Ineos, uno dei maggiori gruppi industriali privati d’Europa, ha oggi oltre 18 miliardi di sterline di debiti (oltre 20 miliardi di euro) concentrati nelle due principali holding chimiche: Ineos Group Holdings e Ineos Quattro. Solo nel 2024, i costi annui per il servizio del debito sono saliti a 1,8 miliardi di sterline, mentre i risultati operativi sono peggiorati: ricavi in calo, margini sotto pressione e perdite ante imposte per entrambe le holding.
Il deterioramento dei conti ha spinto Moody’s e S&P a intervenire con più downgrade, segnalando un indebitamento pari a oltre 13 volte gli utili in un settore – quello chimico – colpito da sovraccapacità produttiva, domanda debole, alti costi energetici e concorrenza cinese a basso prezzo. Non a caso, circa 5 miliardi di sterline di debito Ineos vengono ormai scambiati a livelli “distressed”, attirando l’attenzione di hedge fund e investitori specializzati in debito in difficoltà.
Ratcliffe attribuisce le difficoltà a fattori esterni: caro-energia, politiche ambientali europee, dumping cinese e tensioni commerciali globali. Nel frattempo, il gruppo ha reagito con tagli, chiusure di impianti e ridimensionamento delle attività non core, inclusa una riduzione dell’impegno nello sport e nella sponsorizzazione. Anche al Manchester United, dove Ratcliffe è azionista di minoranza, sono stati avviati piani di riduzione dei costi e del personale, senza però riuscire a fermare la crescita del debito del club.
Sul fronte industriale pesa inoltre il maxi progetto “Project One” in Belgio, un nuovo impianto chimico da oltre 3 miliardi di sterline, approvato nel 2018 ma oggi considerato dallo stesso Ratcliffe difficilmente replicabile in un contesto economico così deteriorato.
La sfida principale per il gruppo resta ora mantenere la fiducia dei mercati del debito ed evitare che i fondi “avvoltoio” possano spingere per ristrutturazioni forzate o ingressi nel capitale. Una partita che, ancora una volta, mette alla prova la capacità di sopravvivenza finanziaria di uno degli imprenditori più influenti d’Europa, con possibili riflessi anche sulle sue attività nel mondo del calcio.








































