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·24 settembre 2026

« La sua aura impone presenza »: Rabiot stregato dal ct Zidane

Immagine dell'articolo:« La sua aura impone presenza »: Rabiot stregato dal ct Zidane

Presente in conferenza stampa alla vigilia della trasferta in Turchia in Nations League, Adrien Rabiot è stato interrogato sui primi giorni trascorsi al fianco del ct Zinedine Zidane, che sarà senza alcun dubbio la principale attrazione di questo lungo raduno dei Bleus.

È tempo di ritorno a scuola per la nazionale francese! I Bleus del ct Zinedine Zidane sono volati in Turchia, dove questo venerdì 25 settembre disputeranno la loro prima partita della nuova edizione della Nations League. In conferenza stampa alla vigilia del match, Adrien Rabiot è stato interrogato sull’attrazione Zidane, che sarà osservata da vicino nel corso delle quattro partite, così come sui cambiamenti rispetto all’era Didier Deschamps: «Quello che è cambiato? Innanzitutto alcuni giocatori. Un modo di lavorare diverso, allenamenti diversi, idee diverse. Sono cambiate parecchie cose. Abbiamo fatto alcune riunioni con il gruppo, con il mister. Che sia con Deschamps o con Zidane, l’obiettivo è rappresentare la Francia al massimo livello e vincere».


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Adrien Rabiot elogia la personalità di Zinedine Zidane

Il centrocampista del Milan, che fa parte dei vicecapitani scelti da Zidane, dovrebbe dunque essere uno dei punti di riferimento dei Bleus nei prossimi mesi. Il diretto interessato, che ha imparato a conoscere l’ex numero 10 francese dall’inizio del raduno a Clairefontaine, dice qualcosa in più sulla sua personalità: «Non lo conoscevo personalmente, ma si parlava di una persona discreta, riservata e che ama tenere le cose nella sfera privata. È un po’ quello che succede in nazionale e ciò che ci ha mostrato.

Con noi è come fuori. Penso che la star sia lui. Sappiamo benissimo quale importanza abbia avuto nel calcio francese. Prima da giocatore, ora da allenatore. La sua aura fa sì che occupi molto spazio. La gente si aspetta tanto da lui. Lui cerca di mettersi il più possibile in secondo piano per permettere ai giocatori di esprimersi. Ed è anche una buona cosa perché, per alcuni giocatori, si parla più dell’allenatore che di loro», ha concluso il 31enne davanti ai giornalisti.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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