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·21 luglio 2026
La verità sui colloqui Guardiola-FIGC: quartetto per l’ex City

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La conversazione di Pep Guardiola con la Federazione Italiana Giuoco Calcio è durata appena “un minuto”, con l’ex allenatore del Manchester City che ha chiarito di voler restare lontano dal calcio per “almeno” un anno prima di prendere in considerazione un ritorno in panchina, secondo un nuovo report.
Il 55enne ha lasciato l’Etihad Stadium al termine della scorsa stagione dopo un decennio alla guida che ha trasformato il club nella forza dominante del calcio europeo, e dalla sua uscita ha ripetutamente fatto capire che qualsiasi ritorno ad allenare avverrà alle sue condizioni e secondo i suoi tempi, e non su richiesta di club o federazioni desiderosi di assicurarsi i suoi servizi.
Si ritiene che la Federazione Italiana Giuoco Calcio consideri il catalano il candidato più ambizioso e capace di trasformare la situazione tra quelli presenti nella shortlist per il ruolo vacante di commissario tecnico, dopo il mancato accesso dell’Italia a un terzo Mondiale FIFA consecutivo.
Pep Guardiola incontra una federazione calcistica nazionale per il suo prossimo incarico dopo l’addio al Manchester City
Da tempo si ritiene che Guardiola desideri prendersi un periodo lontano dalle pressioni del ruolo di allenatore, dopo aver rivoluzionato il Manchester City nel corso del decennio più vincente della storia del club prima di chiudere la sua esperienza a maggio.
Secondo Gabriele Marcotti e Samuel Marsden di ESPN, la conversazione di Guardiola con la Federazione Italiana Giuoco Calcio è durata appena “un minuto” – una durata che testimonia la schiettezza con cui il catalano ha comunicato la sua posizione attuale su un possibile ritorno in panchina, a prescindere dal prestigio dell’offerta.
Il report afferma che Guardiola intende prendersi “almeno” un anno lontano dal calcio, una tempistica che si allinea con il ruolo da ambasciatore assunto al Manchester City durante il suo anno sabbatico e con le sue dichiarazioni pubbliche da quando ha lasciato l’Etihad Stadium all’inizio dell’estate.
Anche altre tre nazionali hanno contattato Guardiola nelle ultime settimane, a conferma dell’enorme domanda globale per un allenatore la cui reputazione e il cui palmarès lo rendono il tecnico libero più ambito del calcio mondiale – con i Paesi Bassi ritenuti tra le federazioni che hanno mostrato interesse dopo il suo addio al Manchester City.
Il coinvolgimento di quattro diverse federazioni nazionali sottolinea lo straordinario livello di fiducia istituzionale che esiste nelle capacità di Guardiola di trasformare l’assetto di una nazionale, anche in contesti – come quello dell’Italia – in cui le sfide strutturali vanno ben oltre il ruolo dell’allenatore e richiedono una rigenerazione complessiva dell’infrastruttura calcistica sottostante.
La federazione italiana si trova ora a dover decidere se continuare l’inseguimento di un allenatore che ha espresso chiaramente la propria posizione, oppure virare su alternative – tra cui Antonio Conte e Roberto Mancini – la cui disponibilità e propensione ad accettare l’incarico sono molto meno ambigue di quanto si sia rivelata quella di Guardiola.
Pep Guardiola in trattativa per un ruolo in nazionale a mesi dall’addio al Manchester City
L’interesse dei Paesi Bassi aggiunge un’ulteriore dimensione alla vicenda, con la federazione olandese da tempo considerata una delle più progressiste del calcio europeo e una realtà il cui allineamento filosofico con i metodi di Guardiola potrebbe rendere la prospettiva più allettante rispetto alla sfida che attualmente attende la FIGC.
Per il nuovo tecnico del City Enzo Maresca e il direttore sportivo Hugo Viana, la chiara intenzione di Guardiola di allontanarsi dalla panchina per almeno un anno elimina ogni residuo dubbio su un ritorno prematuro nel calcio di club che possa destabilizzare la ricostruzione ora in corso all’Etihad Stadium – lasciando alla nuova struttura gestionale lo spazio per operare senza l’ombra di un imminente ritorno di Guardiola su una panchina rivale.
Resta ora da capire se quell’“almeno” un anno si allungherà fino a due, o se invece l’occasione giusta – al momento giusto, nel contesto giusto – accorcerà il periodo sabbatico a cui Guardiola sembra essersi chiaramente impegnato: questa è la domanda che ogni federazione interessata al catalano starà silenziosamente valutando, nel tentativo di capire se pazienza o perseveranza rappresentino la strada migliore per assicurarsi, alla fine, la firma di uno dei più grandi allenatori della storia del calcio.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.
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